AOD (EBR. 'EHRDTH.),

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AOD (ebr. 'Ehrdth.), - Secondo «giudice» d'Israele, figlio di Gera (distinto dal figlio di Balan di I Par. 7, 10), della tribù di Beniamin, suscitato da Jahweh come «salvatore» 40 Othoniel (v.): Inde. 3, 12-30. Il re dei Moabiti, Eglon, cui si erano associati gli Ammoniti e gli Amaleciti, occupò il territorio di Ruben e, varcato il Giordano, si stabilì a Gerico, imponendo agli Israeliti un tributo annuo. Dopo 18 anni di servitù, fu mandato A. con altri per portare ad Eglon il tributo; consegnato, lasciò partire i compagni (secondo la Volgata, uscì con essi fino ai pressi di Galgala e poi ritornò dal re), e a Eglon disse che aveva da comunicargli un segreto da parte di Dio. Mentre il grasso re, rimasto solo, si alzava per ascoltare, A. con la sinistra, poiché era ambidestro, lo trafisse con la spada che teneva nascosta sotto le vesti.

Fuggito dalla porta posteriore (dalla finestra, secondo Lagrange), A. raggiunse i compagni a Galgala. Nel palazzo non si accorsero subito dell'assassinio, poiché non osavano aprir la porta chiusa dal re. Da Galgala A. si recò a Seira, donde mandò banditori nelle montagne di Efraim per raccogliere gli Israeliti contro i Moabiti. Radunato un esercito, occupò i guadi del Giordano per impedire la fuga ai nemici, che assalì alle spalle. Gli armati moabiti furono battuti e perirono tutti, in numero di ca. 10.000. Israele fu quindi in pace per 80 anni.

Bibl.: M. J. Lagrange, Le livre des Juges, Parigi 1903, pp. 50-61; L. Desnoyers, Histoire du peuple hébreu, I, Parigi 1922, pp. 133-37, 389 sgg.; F. Auerbach, Ehud, in Zeitschr. für altest. Wissenschaft, 10 (1933), pp. 47-51; E. G. Kraeling, Difficulties in the Story of Ehud, in Journal of Biblical Literature, 54 (1935), pp. 205-10.