APOCRISARIO. - Dal gr. ἀποκρίνω «rispondo», lat. responsalis, ma anche apocrisarius e apocrisarius, era nel basso impero un funzionario incaricato di sbrigare gli affari commessi agli salvatori. Anche la Chiesa ebbe i suoi, i inviati da patriarchi alla corte o ad altri vescovi per il disbrigo di temporanee mansioni. Il primo a. della Chiesa di Roma, di cui si abbia ricordo, fu Giuliano vescovo di Cos, nominato dal papa S. Leone Magno suo rappresentante presso la corte imperiale. La carica divenne stabile all'epoca di Giustiniano e durò fino al 742.
L'a. pontificio, scelto nel clero romano e insignito del diaconato, dimorava a Costantinopoli nel palazzo di Pla- cidia attiguo a quello imperiale, e le sue mansioni erano così intense e molteplici non solo per gli affari politici d'Italia, ma anche per quelli religiosi dell'Oriente che, a detta del papa Pelagio II, un a. non poteva allontanarsi nemmeno un'ora dal palazzo imperiale. Purtroppo nulla è rimasto delle relazioni da essi inviate al Pontefice romano. Parecchi papi, tra cui Vigilio, Pelagio II, Gregorio Magno, furono a. prima di ascendere alla tiara.
Durante l'alto medioevo, presso la corte carolingia, fu chiamato a. il custode del sigillo imperiale ed anche il cappellano maggiore della reggia, che però non ebbe mai funzioni di nunzio. La carica di a. pontificio fu il germe di quello di legato a latere, per le missioni temporanee, e di nunzio per le missioni stabili del Papa.