APODIPNON (ἀπόδειπνον). - È, nelle chiese di rito bizantino, un ufficio divino destinato ad implorare la benedizione nel sonno, che ha avuto origine nei monasteri d'Oriente. Giunge dopo l'istituzione delle preghiere notturne e vesperali e delle tre ore minori, derivato dalla aspirazione dell'anima religiosa di chiudere la giornata raccomandandosi al Signore e di consacrargli il riposo. Tale è il senso della questione 37 nelle regole prolisse di s. Basilio, composte tra il 358 e il 362, che per la prima volta dà notizia di questa orazione, con la prescrizione del salmo 90, rimasta fino ad oggi.
Nel rito bizantino si distingue l'a. ordinario e il grande a., recitato durante la grande Quaresima ed
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in certe vigilié dell'anno. La forma di questo sarebbe più antica di quella semplice, che ne è come un riassunto e ne rappresenta una terza parte. Lo schema generale dell'a. è il seguente: 1) Preghiere introduttorie; 2) Invitatorio a tre salmi; 3) Dossologia (Gloria in excelsis con il suo simbolismo); 4) Simbolo della fede; 5) Trisaghi, con troparii appropriati; 6) Kyrie eleison (40 volte) con orazioni e contagioni o troparii della Vergine; 7) Apòlisi e perdono; 8) Litanie finali e benedizione. Durante la settimana di Pasqua l'a. è composto da alcuni brani presi dall'ufficiatura della solennità. Nei monasteri l'a. si recita nel nartecce, e nella laura ogni calogero lo recita nella sua cella.