APOLLONIA, santa, martire. - Vergine alessandrina, martirizzata in Alessandria d'Egitto durante
una sommossa locale contro i cristiani, poco prima dello scoppio della persecuzione di Decio (248-49). Ne dà relazione s. Dionigi, vescovo della città e testimonio dei fatti accaduti, in una lettera a Fabio, vescovo di Antiochia, di cui larghi estratti son stati tramandati da Eusebio di Cesarea (Hist. eccl., VI, 41). Dopo aver parlato delle sofferenze di altri cristiani, Dionigi accenna a quelle di A., vergine ammirabile; presa, le furono spezzati i denti a furia di colpi infertile sul volto. Acceso quindi un rogo fuori città, i pagani minacciarono di bruciarla viva, qualora si fosse rifiutata di pronunciare parole blasfeme. Concessole, dietro sua richiesta, un attimo di libertà, A. ne approfittò per lanciarsi nel fuoco dove trovò la morte. Agli occhi di Dionigi, A. era una martire e come tale fu venerata nella Chiesa alessandrina. Parlando del suicidio, s. Agostino (De civ. Dei, I, 26) tratta anche del caso di quei cristiani che spontaneamente abbracciarono la morte loro preparata, giustificando il loro atto. Comunque la Chiesa non ha fatto distinzione e nel culto ha accomunato siffatti martiri con gli altri. Venerata anche in Occidente, A. fu dalla devozione popolare invocata come patrona contro il male di denti. Leggende posteriori fanno di A. una martire romana sotto Giuliano l'Apostata. Il

(ut. Ist. Inst. d'art. graphe)
ICONOGRAFIA. - È rappresentata generalmente in aspetto giovanile, con gli attributi generici del martirio e con quello specifico delle tenaglie e di un dente, che alludono alla sua passione e alla devozione particolare che le vien tributata dai sofferenti di mal di denti. Dal tardo medioevo fino all'epoca barocca abbondano le rappresentazioni da parte di artisti italiani (Luini, Granacci, C. Dolci) e nordici (Foucquet, Jordaens, G. Crayer, Willmann). La particolare popolarità della Santa è provata dalle sue numerose rappresentazioni nell'arte grafica, dagli incunabuli silografici e calcografici fino alle immagini di devozione settecentesche.
TRADIZIONI POPOLARI. - Con riferimento al più noto episodio del suo martirio, s. A. è invocata dal popolo per la guarigione del mal di denti. Alla sua
leggenda si ispirano una breve preghiera-scongiuro, un canto narrativo e una rappresentazione sacra toscana, della quale ci restano notizie che risalgono al Quattrocento.