APOTEOSI (GR. ἈΠΟΘΈΩΣΙΣ, LAT. CONSECRATIO)

APOTEOsi (gr. Ἀποθέωσις, lat. consecratio). - È in Roma la deificazione dell'imperatore dopo la morte. L'origine del rito va ricercata nell'Oriente siriaco, dove è frequente trovare nei monumenti funerari l'anima del defunto effigiata come un'aquila; ed è una conseguenza della credenza astrologica diffusa durante l'epoca ellenistica che l'anima, emanazione della divina so-stanza del sole, ritorna dopo la morte al suo principio igneo sulle ali dell'aquila, l'uccello solare per eccel-lenza. In Roma, Augusto fu il primo dei sovrani a beneficiare di questa cerimonia, che divenne tipica nella prassi dei successori. Il suo corpo fu collocato su una grande catasta piramidale nel Campo Marzio. Posta la fiamma al rogo se ne staccò un'aquila che volò in alto quasi a significare che l'anima dell'imperatore saliva al cielo (Svetonio, Aug. 100).

La descrizione più ampia di questo rito ci è data da Erodiano, in occasione dei funerali di Settimio Severo. Egli descrive la pira, formata da più cubi di legna disposti uno sull'altro e ornati di drappi: nel secondo è deposta la salma con offerte di profumi, frutta, erbe aromatiche. Cavalieri e carri con le immagini di imperatori e generali vittoriosi, compiono una circumambulazione intorno alla pira, cui poi il nuovo imperatore appicca il fuoco. «Allora si libera dal sommo della pira un'aquila, che, innal-zandosi nell'aria di mezzo alle fiamme e al fumo, porta, come crede il popolo, in cielo l'anima dell'imperatore»

(Erodiano, IV, 2). Dopo l'a., l'immagine del sovrano divenuto divus non era più portata nelle cerimonie funerarie della sua famiglia insieme a quelle degli altri defunti ma posta sopra un carro speciale (tensa) a lato di quelle degli dei nelle cerimonie pubbliche, ad es. nella pompa circense.

Agli imperatori deificati vennero anche costruiti singoli templi, fino a che l'imperatore Tacito non ebbe creato un tempio comune per tutti gli imperatori deificati; venne anche costituito un particolare sacerdozio, che prendeva il nome o dal sovrano (ad es. flamen Augustalis, Claudialis) o dalla sua famiglia (ad es. sodales Flaviales). L'a. imperiale cessò all'epoca costantiniana.

BIML.: F. Cumont, L'aigle funéraire des Syriens et l'apothéose des empereurs, in Revue Hist. des Religions, 62 (1910), p. 119 seq.; riprodotto, con aggiun-te, in Etudes syriennes, Parigi 1917; E. Strong, Apotheosis and After-life, Londra 1915; E. Bickermann, Die Kaiserapotheose, in Arch. für Religionswiss., 28 (1929), p. 1 seq.; S. Eitrem, Zur Apotheose, in Symbolee Oselense, 1932, p. 31.

Nicola Turchi