ARCHIMANDRITA (ἈΡΧΙΜΑΝΘΡΊΤΗΣ, ETIMOLOGICAMENTE CAPO DELLA ΜΆΝΘΡΑ « OVILE »)

ARCHIMANDRITA (ἀρχιμανθρίτης, etimologicamente capo della μάνθρα « ovile »). - Titolo di superiore di monastero nella Chiesa orientale dal sec. IV. Nel VI sec. viene riservato al preposito di una federazione di monasteri e diventa sinonimo di « esarca » e « protos ». Nei tempi più recenti si distingue l'a. effettivo, superiore di un monastero, per lo più, importante, e quello titolare, dignità concessa honoris causa a monaci e anche, piuttosto abusivamente, a sacerdoti secolari. L'a. del monastero basiliano di S. Maria di Grottaferrata è nello stesso tempo esarca con territorio proprio (Abbas nullius). Il Superiore generale dei Basiliani ruteni ha il titolo di Protoarchimandrita.

Dante (Paradiso, XI, 99) chiama archimandrita s. Francesco.

BIBL.: L. Ferraris, s. V. in Prompta bibliotheca: C. Korolevskii, s. V. in Enc. Ital., IV, p. 48; J. Pargoire, s. V. in DACL, I, coll. 2739-61. Emilio Herman
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“ARCHIMANDRITA (ἈΡΧΙΜΑΝΘΡΊΤΗΣ, ETIMOLOGICAMENTE CAPO DELLA ΜΆΝΘΡΑ « OVILE »).” Enciclopedia Cattolica, vol. I (1948), p. 1071. Azione Romana digital edition, https://azioneromana.com/it/article/archimandrita-arkhimanthrites-etimologicamente-capo-della-manthra-ovile.