ARCHINTO, ALBERICO

ARCHINTO, Alberico. - Cardinale, n. a Milano 1887 nov. 1698, m. a Roma il 30 sett. 1758. Consegui la laurea in legge all'Università di Pavia nel 1722 ed entrò quindi nel Collegio dei giureconsulti di Milano. Divenne abate di S. Maria di Brera, dei SS. Pietro e Paolo di Viboldone, dei SS. Pietro e Calocero di Civitate. Accompagnò suo zio Girolamo Archinto a Co-ronia. Venuto a Roma nel 1724 fu nominato referendario delle Segnature di Grazia e Giustizia e quindi porto notario apostolico. Nel 1730 venne nominato, da Clemente XII, vicedegato a Bologna. Annoverato fra ponenti di Consulta, fu eletto, nel 1739, arcivescovo di Nicea ed ottenne la nunziatura della Toscana. Per i dissensi sorti tra il nunzio apostolico e il granduca di Toscana, Francesco di Lorena, a causa dell'Inquisizione, A. fu trasferito, da Benedetto XIV, nel 1746, alla nunziatura di Polonia. Ritornato a Roma nel 1754, fu nominato governatore della città. Il 5 apr. 1756 venne creato cardinale e poco dopo fu nominato segretario di Stato e cancelliere di S. R. Chiesa. Venne confermato in questa importante carica da Clemente XIII succeduto a Benedetto XIV. Fu seppellito nella basilica di S. Lorenzo in Damaso.

BIBL.: Fr. Forte, Archinte Laus, Milano 1932, pp. 176-83; aggiungi: Bibliotheca Alberici card. Archinti catalogus, Roma 1759; Lettera di risposta... sopra la seguente traslazione del cadavero del fu card. A. A. nella basilica di S. Lorenzo in Damaso, Roma 1777.