ARCIMBOLDI, GIOVANNANGELO. - Legato pontificio, n. a Milano verso il 1485, m. nella stessa città il 6 apr. 1555. Nipote del card. Giovanni Arcimboldi, si laureò in legge ed ebbe per qualche tempo incarichi da parte del duca di Milano Massimiliano Sforza, al cui servizio era il padre. Venuto quindi a Roma, fu nominato da Leone X protonotario e, nel 1514, nunto apostolico. In questa qualità e con la missione di diffondere l’indulgenza per la costruzione della Basi-
1841
ARCIMBOLDI GIOVANNANGELO - ARCOBALENO 1842

Arci gallo - Porta le insegne del suo sacerdozio: corona con
l'immagine di Giove nel centro e le due laterali di Atti sul
capo : i capelli femmineamente curati ; sul petto l’encolpio
di Atti : il melograno nella destra; un piatto di frutta, tra
cui la pigna, nella sinistra. In alto i timpani e il tam¬
burello sotto il quale sono il flauto e la verga del pastore, la
cista e lo strumento immanicato per la flagellazione rituale.
Roma, Museo Capitolino.
lica di S. Pietro, fu inviato nei Paesi Bassi, in Ger¬
mania ed infine nei paesi scandinavi. Richiamato in
Italia, si fermò a Milano e venne mandato, nel 1522,
da Francesco Sforza in Spagna, per complimentare, a
nome del duca, Adriano VI, da poco eletto Papa.
Venuto quindi a Roma, sempre come legato, fu eletto,
nel 1526, da Clemente VII vescovo di Novara. Nel
1550 fu trasferito all’arcivescovato di Milano.
Scrisse : Statuto. Ripariae s. Iitlii; Ordinationes prò
Clero et sua Dioecesi; Catalogus Haereticorum (Milano
1554); e « collegit atque correxit » le nuove costitu¬
zioni milanesi.
Bigi..: Ughclli, IV, col. 274; F. Argclati,£/6/. script, tnediola-
neti., I, 11, Milano 1745, coll. So-82; Mazzuchelli, I, 11, p. 964;
Pastor, IV, 1, pp. 112 sgg., 570 sgg. ; Eubel, II, pp. 257» 27S.