ARCIMBOLDI, GIOVANNANGELO. - Legato pontificio, n. a Milano verso il 1485, m. nella stessa città il 6 apr. 1555. Nipote del card. Giovanni Arcimboldi, si laureò in legge ed ebbe per qualche tempo incarichi da parte del duca di Milano Massimiliano Sforza, al cui servizio era il padre. Venuto quindi a Roma, fu nominato da Leone X protonotario e, nel 1514, nunzio apostolico. In questa qualità e con la missione di diffondere l'indulgenza per la costruzione della Basi-

lica di S. Pietro, fu inviato nei Paesi Bassi, in Germania ed infine nei paesi scandinavi. Richiamato in Italia, si fermò a Milano e venne mandato, nel 1522, da Francesco Sforza in Spagna, per complimentare, a nome del duca, Adriano VI, da poco eletto Papa. Venuto quindi a Roma, sempre come legato, fu eletto, nel 1526, da Clemente VII vescovo di Novara. Nel 1550 fu trasferito all'arcivescovato di Milano.
Scrisse: Statuta Ripariae s. Iulii; Ordinationes pro Clero et sua Dioecesi; Catalogus Haereticorum (Milano 1554); e «collegit atque correxit» le nuove costituzioni milanesi.