Enciclopedia Cattolica vol. I, 1948 Storia, storici e biografie varie Storici, biografie varie

ARDUINO D'IVREA, RE D'ITALIA

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Noto anche come: tedesco: Arduin von Ivrea; francese: Arduin d'Ivrée; latino: Arduinus

ARDUINO D'IVREA, re d'Italia. - Della forte schiatta arduinica, d'origine germanica e poi famiglia di feudatari del Regno italico, A. n. nel 955 da Dadone, conte di Pombia. Dopo una giovinezza oscura in cui resse il comitato paterno e sposò Berta, figlia di Oberto II marchese di Liguria, avendone tre figli (Arduino o Ardiano, Ottone e Guiberto), successe al cugino Corrado Covone marchese d'Ivrea, da cui trasse la fama del nome e la spinta a maggiori fortune. Era il tempo dell'acre disputa tra il potere civile e quello ecclesiastico per il dominio della città: e tanto in Ivrea quanto in Vercelli, pur dipendente dalla marca, il potere ecclesiastico aveva prevalso. A. ruppe in lotta - che fu animata, violenta ed ebbe tratti di inumana ferocia - contro i due vescovi. Ne offrì l'occasione, nel 995, la donazione, disposta da Adelaide imperatrice, della corte di Caresana al capitolo di Vercelli. A. non tollerò: impadronitosi della città, il vescovo Pietro fu ucciso, il suo corpo arse nell'incendio della Cattedrale e la chiesa episcopale vercellese dovette piegare dinanzi al feroce feudatario. Anche Warmondo, vescovo d'Ivrea, venne in lotta con il marchese; invano lanciò per ben due volte contro di lui la scomunica, invano papa Gregorio V, intervenuto, minacciò l'anatema; ma la situazione si fece difficile anche per A.; ressaì vacante dopo due vescovi favorevoli - Raginfredo e Adalberto - la sede d'Ivrea tornò, con il tedesco Leone, cappellano imperiale, al partito avversario. Gli odi si estesero alla campagna, dove A. suscitò contro il vescovo i suoi stessi dipendenti, massari e secondi militi. Poi ebbe l'ardire (se pur non fu costretto) di presentarsi a Roma, a discolarsi davanti all'imperatore Ottone III e a papa Silvestro II, a poca distanza dall'impiccagione di Giovanni Crescenzio e della congiura antimperiale. Il sinodo che lo giudicò, ne spartì i beni tra i due vescovi suoi nemici, e volle da lui la penitenza.

Ma, contro la sentenza, A. ruppe a guerra disperata ed aperta contro un ben maggiore nemico: l'Impero. Recuperati i suoi possessi, già nella seguente primavera del 1000, la sua forza è così ragguardevole, da esser acclamato in Piemonte, una prima volta, re d'Italia. E invano il vescovo Warmondo, e l'altro suo collega, Leone, tuonarono contro l'usurpatore e il tiranno, facendo appello a tutti i principi della terra, che, morto appena Ottone III nella spedizione del Mezzogiorno, il 23 genn. del 1002, A. viene incoronato re d'Italia in Pavia, dai grandi del Regno. Il riconoscimento fu immediato per tutta l'Italia settentrionale e centrale; e suo cancelliere fu lo stesso dell'infelice Ottone, Pietro, vescovo di Como. Però eletto appena Enrico II in Germania, infuriò di nuovo la tempesta, provocata dalle vecchie inimicizie e da nuovi rancori. Ed Enrico II, prima che l'anno terminasse, mandò contro A. Oddone, conte di Carintia e di Verona. Ma A., più forte, batté il messo imperiale e lo costrinse a ripassare le Alpi. Trascorso tutto il 1003, nella primavera del 1004 Enrico II scese a sua volta ad acquistare il prestigio necessario all'incoronazione imperiale e a trarre vendetta; l'esercito di A. fu disfatto; a Pavia, Enrico fu coronato re d'Italia e soffocò nel sangue la rivolta scoppiata violenta, nella notte, in città.

A. si fortificò nel suo munito castello di Sparone: e per un anno intero sostenne l'assedio. Tornato l'imperatore in Germania, ancora una volta la potenza di A. risorse ed egli poté fissare di nuovo a Pavia la sua sede. Enrico II non ritornò in Italia che nel 1013; A. stanco tenta una pace con lui, ma invano; perciò si riaccende il conflitto, che si estende a Roma, ove Enrico si trova per l'incoronazione imperiale. Pur avendo prevalso, l'Imperatore, fatto prudente dall'accensione degli animi presto ritrovò le vie malsicure dei monti, mentre tutto intorno nell'Italia settentrionale, ardeva la ribellione. A., impadronitosi di Vercelli, di Novara, di Como, ne espelle i vescovi, ne devasta le campagne e divide i beni nemici tra i fedeli. Ma appena A. l'ha lasciata, Vercelli gli è rivolta contro dal vescovo Leone.

Vita agitata e misteriosa come poche altre. Periodi di assoluta scarsezza di notizie si inframezzano ad altri per cui di notizie v'è abbondanza. A. è stanco delle vicende fortunose e malato; con la perdita di Vercelli, la sorte lo abbandona di nuovo ed egli d'improvviso cerca pace entro le mura dell'abbazia di Fruttuaria, che non è nemmeno sua e vi attende la morte, che non tarda (14 dic. 1015).

Una determinata storiografia di maniera gli attribuì il compito, che non fu suo, anche se non ne mancano atteggiamenti, di campione dell'idea italiana contro la potenza tedesca. Egli fu piuttosto il campione del potere laico contro quello ecclesiastico nel campo feudale; l'interesse, personale e dinastico, fu veramente la molla animatrice della sua azione.

Bibliografia6 opere
BIBL.: A. Provana, Studi critici opera la storia d'Italia ai tempi del re A., Torino 1844; D. Carutti, Il conte Umberto I e il re A., Roma 1888; B. di Vesme, Il re A. e la riscossa italica contro Ottone III ed Arrigo I, (Bibl. d. Soc. Stor. Sub., 7), Pinerolo 1500; F. Gabotto, Un millennio di storia eperediese, (ibid.), ivi 1900; S. Pivano, Stato e Chiesa da Barengario ad A., Torino 1908; G. Falco, A. d'I., in Albori d'Europa, Roma 1947, pp. 389-406.

Pier Fausto Palumbo

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Testo originale: Enciclopedia Cattolica, vol. I (1948), coll. 1850–1852.

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Palumbo, Pier Fausto. “Arduino d'Ivrea, re d'italia.” In Enciclopedia Cattolica, vol. I, coll. 1850–1852. Città del Vaticano: Ente per l’Enciclopedia Cattolica e per il Libro Cattolico, 1948. https://azioneromana.com/it/article/arduino-d-ivrea-re-d-italia.

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Palumbo, Pier Fausto. “Arduino d'Ivrea, re d'italia.” Enciclopedia Cattolica, vol. I, Ente per l’Enciclopedia Cattolica e per il Libro Cattolico, 1948, coll. 1850–1852. Azione Romana, https://azioneromana.com/it/article/arduino-d-ivrea-re-d-italia.

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