Enciclopedia Cattolica vol. I, 1948 Storia, storici e biografie varie Storici, biografie varie

ARGIROPULO, GIOVANNI

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Noto anche come: greco: Ἰωάννης Ἀργυρόπουλος; inglese: John Argyropulus; latino: Ioannes Argyropoulos

ARGIROPULO, GIOVANNI. - Umanista bizantino, n. a Costantinopoli verso il 1415, m. a Roma il 26 giugno 1487; fu uno dei principali artefici del rinascimento italiano del sec. xv. Stando allo storico Dukas (Historia byzantina: PG 157, 1010), egli fece parte del corteggio dell'imperatore Giovanni VII Paleologo al Concilio di Firenze (1437-39). Forse da questa epoca data la sua piena adesione alla Chiesa romana, di cui abbiamo la testimonianza irrecusabile in una lettera indirizzata al papa Nicolò V nel 1448, pubblicata da S. Lampros ('Αρχιγραμμύλας, Atene 1910, pp. 136-37).

Come molti dei suoi contemporanei greci, Giovanni ebbe una vita molto attiva. Ritornato in Oriente dopo il Concilio di Firenze, egli viene di nuovo in Italia, a Padova, dove studia ed insegnano stesso tempo, per tre anni (1441-44); insegna a Costantinopoli tra gli anni 1444-52; fa un breve soggiorno a Roma nel 1448, e compone, senza dubbio in questa occasione, il suo piccolo Trattato sulla processione dello Spirito Santo (cf. L. Allatius, Graeciae orthodoxae script., I, Roma 1652, pp. 400-18 e PG 158, 992-1008). Dopo la presa di Costantinopoli da parte dei Turchi, tra il 1453 ed il 1457, egli viaggia in Grecia, in Italia, in Francia, ed anche in Inghilterra. Infine, nel 1457, è nominato professore di filosofia allo Studio di Firenze, dove traduce in latino e commenta le opere di Aristotele. Egli si guarda dall'immischiarsi troppo direttamente nella questione tra platonici e aristotelici, ed elogia ugualmente i due grandi filosofi greci. Nel 1471 lascia Firenze per Roma, contando certamente sul favore del suo antico condiscepolo di Padova, Francesco della Rovere, che sarà poi nominato papa sotto il nome di Sisto IV. Il Papa gli fa la migliore accoglienza, ma non fa diventar ricco né lui né i suoi allievi romani. La morte di Bessarione (1472) è per lui un disastro; vorrebbe ritornare a Firenze, ma i Fiorentini gli preferiscono Calcondila. Tuttavia, nel 1477, egli ripara, per quattro anni (1477-81), allo Studio fiorentino, a fianco di Calcondila. Nel 1481 abbandona di nuovo Firenze per Roma, dove muore pochi anni dopo, quasi in miseria (cf. G. Mercati, Minuzie, in Bessarione, 24 (1910), pp. 145-46).

A. è stato soprattutto un professore e ha scritto poco: oltre al trattatello, segnalato sopra, ha lasciato: 1) traduzioni latine della maggior parte delle opere di Aristotele, che hanno avuto numerose edizioni: la traduzione dell'Isagoge di Porfirio e quella dell'Hexaemeron di s. Basilio, ugualmente pubblicate parecchie volte; 2) diversi scritti oratori, pubblicati recentemente da S. Lampros (op. cit., pp. 1-67, 129-41); 3) quattro trattatelli, il primo su questioni varie, il secondo sugli esercizi di retorica, il terzo sulle forme di sillogismo, il quarto sulla dialettica; pubblicati da Lampros (op. cit., pp. 142-86), tranne l'ultimo, scoperto da G. Cammelli; 4) prefazioni e discorsi inaugurali (Prolusiones) ai suoi versi fiorentini; 5) diciassette lettere, pubblicate da diversi autori in varie raccolte.

ARGIROPULO, GIOVANNI - Lettera autografa di G. A. a Lorenzo dei Medici - Firenze, Archivio di Stato.
ARGIROPULO, GIOVANNI - Lettera autografa di G. A. a Lorenzo dei Medici - Firenze, Archivio di Stato.(da Cammelli, I datti bizantini)

Quanto alla sua personalità, i suoi nemici l'hanno descritto come amante della buona tavola e lo fanno morire di una indigestione di limoni. Bisogna diffidare di questi giudizi, come anche degli elogi iperbolici che gli hanno fatto i suoi ammiratori. Il suo amico Filelfo ci parla del suo carattere bizzarro e incostante; la qual cosa è attestata sufficientemente dalle vicende della sua vita.

Bibliografia
BIBL.: L'opera principale su G. A. è la recente monografia di G. Cammelli, I dotti bizantini e le origini dell'Umanesimo, II: G. A., Firenze 1941, dove si troveranno, oltre ad una abbondante bibliografia, tutte le indicazioni necessarie sulla vita e le opere del personaggio. L'autore corregge molti errori dei suoi predecessori e fornisce dei dati nuovi. Egli si è servito, in particolare, dell'edizione di S. Lampros (introduzione e testi inediti), Ἀρχιεσσαλία, Atene 1910. Non ci si può fidare della notizia data da J. Dedieu, s. v. in DHG, IV, coll. 91-93.

Martino Jugie

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Testo originale: Enciclopedia Cattolica, vol. I (1948), coll. 1880–1881.

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Jugie, Martino. “Argiropulo, giovanni.” In Enciclopedia Cattolica, vol. I, coll. 1880–1881. Città del Vaticano: Ente per l’Enciclopedia Cattolica e per il Libro Cattolico, 1948. https://azioneromana.com/it/article/argiropulo-giovanni.

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Jugie, Martino. “Argiropulo, giovanni.” Enciclopedia Cattolica, vol. I, Ente per l’Enciclopedia Cattolica e per il Libro Cattolico, 1948, coll. 1880–1881. Azione Romana, https://azioneromana.com/it/article/argiropulo-giovanni.

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