SISTO IV, PAPA. - N. a Celle presso Savona nel 1414 da Leonardo della Rovere e da Luchina Monleone, di modestissima condizione. Si fece frate minore assai giovane, studiò a Pavia e Bologna e completò i suoi corsi a Padova dove ottenne la laurea in teologia il 14 apr. 1444 ed insegnò poi filosofia e teologia con grande plauso (cf. G. Brotto - G. Zonta, La Facoltà teologica dell'Università di Padova, Padova 1922, p. 170 sq.). Insegnò poi a Bologna, Pavia, Siena, Firenze e Perugia. Fu quindi procuratore dell'Ordine a Roma, vicario del generale per tutta l'Italia, provinciale della Liguria e nel 1462 partecipò alla disputa sul Sangue di Cristo davanti a Pio II. Nel 1464 a Perugia fu eletto generale dell'Ordine e nel 1467 a Firenze presiedette al Capitolo generale. Paolo II il 18 sett. 1467 lo creò cardinale di S. Pietro in Vincoli. Alla morte di Paolo II, dopo un conclave durato appena tre giorni, il card. della Rovere fu creato pontefice il 9 ag. 1471 con il nome di S. IV e coronato il 25.
Largo e facile nello spendere, S. lasciò alla morte la finanza pontificia del tutto dissestata; ma particolarmente dimostrò la sua liberalità verso i suoi parenti, i quali si affrettarono a riempire la corte trascinando seco numerosi conterranei; uffici e prebende ecclesiastiche e civili furono largamente loro distribuiti. Di Bartolomeo, fratello del Papa, fu figlio Leonardo, il « prefetto piccolino » di Roma che sparì presto; l'altro fratello Raffaello ebbe ben più numerosa figliolanza: Giuliano che fu poi Giulio II, Giovanni che divenne signore di Sinigallia e poi prefetto di Roma, Luchinetta sposa prima nei Gara, poi nei Francotti, Bartolomeo frate minore, poi vescovo di Massa e rivestito di alti incarichi. Il Papa ebbe anche due sorelle: Bianca sposa nei Riario (v.) e Luchina sposa nei Basso, da cui Girolamo Antonio cardinale. Nel breve tempo in cui visse fu il card. Pietro Riario (m. il 5 genn. 1474) che « tenne ambo le chiavi » del cuore del Papa, mentre il card. Giuliano della Rovere, causa le sue frequenti assenze, non esercitò influenza preponderante. Chi signoreggiò invece, tanto che poté essere chiamato Ecclesiae imperator, fu Girolamo, fratello del card. Pietro, cui questi nel 1473 aveva ottenuto la signoria di Imola e la mano di Caterina Sforza.
Primo proposito di S. IV fu quello della guerra contro il Turco che si faceva sempre più minaccioso; pensò da principio di radunare un concilio a tale scopo; poi spedì presso i principi d'Occidente cinque cardinali legati (23 dic. 1471); quindi insieme con Napoli e Venezia armò una flotta che operò in Oriente sotto il card. Oliverio Carafa e poi sotto l'arcivescovo Lorenzo Zane (1472-73).
Politica di Paolo II era stata quella di tenere in pace l'Italia superando le ambizioni e le gelosie dei principi ed insieme di mantenere tranquilla l'Urbe dalle discorde intese sempre rinascenti. S. IV da principio, di fronte all'unione Milano-Venezia-Firenze, si legò con Napoli e Siena (1476), donde ne venne la congiura de Pazzi contro Lorenzo de' Medici favorita da Girolamo Riario (26 apr. 1478), la scomunica di Lorenzo e l'in
SISTO IV, PAPA - Gabriele Zerbi offre a S. IV le sue Quaestiones Metaphysicae. Miniatura che orna l'esemplare di dedica a S. IV stampato su pergamena a Bologna per i tipi di Giov. Valbocchi e Endrico van Haarlem, 1° dic. 1482 - Biblioteca Vaticana, memb. II, 19.
pp. 119-29, 152-56; R. Valentini-G. Zucchetti, Codice logogr. della città di Roma, II, ivi 1942, pp. 22, 63; M. Combet-Farnoux, s. V. in DACL, XV, coll. 1501-15.