SISTO II, PAPA, santo. - Pontificò dal 257 al 258. È commemorato nella Depositio martyrum il 6 ag. come sepolto nel cimitero di Callisto; alla stessa data e luogo lo ricordano il Breviario siriano, il Calendario di Cartagine, i Martirologi latini, i Sacramentari e gli Itinerari. Il suo culto fu molto diffuso nell'antichità ed il suo nome fu inserito nel Canone romano.
Successe nel pontificato a Stefano con il quale, secondo la sua favolosa Passio, fu imprigionato. Sotto il suo breve pontificato pare che sia stata sopita la questione battesimale con s. Cipriano, se la Chiesa di Cartagine lo iscrisse nel suo Calendario liturgico ed il biografo di Cipriano, Ponzio, poté chiamarlo buono e pacifico. Alla composizione della questione influì certamente anche la mediazione di s. Dionigi di Alessandria il quale scrisse a S. tre lettere, in una della quali gli denunciava anche l'incipiente eresia di Sabellio (Eusebio, Hist. eccl., VII, 5-9).
S. cadde vittima del II Editto persecutorio di Valeriano. Del suo martirio rende testimonianza esplicita s. Cipriano (Ep., 80) il quale afferma che fu decapitato insieme con 4 diaconi, essendo stato sorpreso a celebrare la liturgia nel cimitero di Callisto. Sul luogo del martirio fu edificata una «cella memoriae» e papa Damaso ne ornò il sepolcro con un carme. Sul numero ed i nomi dei diaconi uccisi con S. le fonti sono discordi ma non contraddittorie. Al quattro di s. Cipriano il Liber Pontificalis ne aggiunge altri due portando il numero a sei; nella Depositio Martyrum al 6 ag. sono anche commemorati Felicissimo ed Agapito dei quali espressamente Damaso dice che furono diaconi di S. Inoltre l'ultimo diacono del collegio, Lorenzo, subì pochi giorni dopo anche lui il martirio, sicché tutti e sette i diaconi furono massacrati. Il fatto è testimoniato dal Liber Pontificalis il quale afferma che dopo la morte di S. la Chiesa romana fu retta dal collegio dei presbiteri e che uno di loro, Dionigi, e non un diacono come era consuetudine, fu chiamato a succedergli.