SISTO III, PAPA, santo. - Pontificò dal 432 al 440. Non consta che nell'antichità abbia avuto culto; fu inserito da Adone nel suo Martirologia donde passò in quello Romano, dove è commemorato il 28 marzo.
Romano, figlio del presbitero Sisto, pare che, essendo anch'egli sacerdote, abbia avuto simpatie per i pelagiani; ma dopo la condanna dell'eresia da parte del papa Zosimo (418) li abbandonò definitivamente e scrisse anche alcune energiche lettere contro di loro, tanto che s. Agostino dovette richiamarlo ad usare maggior prudenza e carità. Successe a Celestino (432) quando già l'eresia nestoriana era stata condannata (Efeso, 431; già nel 430 egli stesso aveva scritto direttamente a Nestorio esortandolo ad abbandonare il suo errore), ma trovò le Chiese d'Oriente divise per la nota questione tra s. Cirillo e Giovanni d'Antiochia. Ebbe però la consolazione di conoscere l'avvenuta pacificazione nel 433 e scrisse congratulandosene ai due protagonisti. Ricordando l'antica sua simpatia per i pelagiani, Giuliano d'Eclano cercò di brigare perché fosse riammesso alla comunione ecclesiastica, ma S. consigliato da Leone, il futuro papa, non si lasciò ingannare.
Fedele continuatore dell'attività primaziale dei suoi predecessori, scrisse una lettera a Proclo di Costantinopoli diffidandolo ad ingerirsi nelle questioni dell'Illirico, mentre confermava Anastasio di Tessalonica suo vicario per quelle regioni con diritto di confermare le nomine dei vescovi, giudicare sulle questioni, convocare e presiedere i sinodi. Non meno importante fu l'attività edilizia di S. A ricordo della definizione dogmatica di Efeso, che sanciva la divina maternità di Maria, rifecce ed ampliò la Basilica Liberiana ornandola con gli splendidi musaici tuttora esistenti; sistemò il Battistero lateranense come ancor oggi si vede; ornò le confessioni delle basiliche di S. Pietro e S. Paolo e costruì un monastero « in catacumbas ».
Morì nell'ag. 440 e fu sepolto fuori le mura presso la tomba di s. Lorenzo. Uno degli « apocrifi simmachiani » (v. SIMMACO), Cesta de Xisti purgatione, riguarda S. Nel 433 l'ex console Basso accusò il Pontefice di impudicizia. Valentiniano III convocò allora un sinodo in S. Croce nel quale S. riuscì a provare la sua innocenza; Basso fu scomunicato. Essendo poi questo venuto a morte, tre mesi dopo, il Papa stesso volle presiedere ai funerali e lo seppellì in S. Pietro.
Bibliografia5 opere
Agostino Amore