AREZZO, TOMMASO

AREZZO, TOMMASO. - Cardinale, vescovo suburbicario di Sabina e cancelliere di Santa Romana Chiesa, n. a Orbetello il 16 dic. 1756, m. a Roma il 3 febbraio 1833. Nel 1773, a 17 anni, ottenne il decanato della cattedrale di Agrigento con dispense di età e di residenza. Fu vicelegato a Bologna (1785), governatore a Fermo (1791), a Perugia (1793) e governatore generale delle Marche a Macerata (1797). Nel 1802 ricevette gli ordini sacri, rinunciando alla primogenitura in favore del fratello minore. A fu uno dei più insigni diplomatici ecclesiastici nella prima metà del sec. XIX. Nominato arcivescovo titolare e nunzio presso lo zar di Russia il 27 apr. 1802, evitò il riprodursi dello scisma nel clero cattolico. Le sue lettere al card. Consalvi dimostrano buona conoscenza dell'ambiente. Scrisse anche una relazione dettagliata sulle diocesi di Polotsk, Lucc e Brest-Litowsk. Il 14 giugno 1804, a causa dell'estratta dizione di Vernégue, la sua missione venne interrotta. A Dresda (1804-1806) fu autorizzato a negoziare un concordato col re di Sassonia. Il 9 nov. 1806, a Berlino, Napoleone voleva indurlo a persuadere il Papa ad aderire al blocco continentale; ma egli consigliò vivamente il contrario. Per vendicarsi, l'Imperatore, nel 1808, lo esiliò in Corsica, donde fuggì alla corte di Vittorio Emanuele di Sardegna, rifiutando nel 1812 di prestare il giuramento al despotato. Dopo il 1814, ristabilito l'ordine, fu nominato car

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EZZO, TOMMASO - Ritratto, disegno di Francesco Gianciacomo inciso da G. Lepri - Roma, museo del Risorgimento.

dinale del titolo di S. Pietro in Vincoli (1816) e in seguito legato a Ferrara dal 1818 al 1830. Nel 1820 A. optò per la sede suburbicaria di Sabina e dal 1830 al 1833 tenne la Cancelleria Apostolica.

BIBL.: J. Migne, Dictionnaire des cardinaux, Parigi 1857, coll. 257-58; L. Boglino, La Sicilia ed i suoi cardinali, Palermo 1884, pp. 80-83; P. Roulet de Journel, Nonciatures de Russie d'après les documents authentiques, Nonciature d'Arezzo, 1802-1806, Roma 1922; P. Richard., s. V. in DHG, III, col. 1667 segr.

Felice Wilches