ARMELI, CARLO. - Avvocato, triumviro della Repubblica Romana, n. a Roma nel 1777, m. a Saint-Josse-ten-Noode (Belgio) nel 1863. Durante l'invasione giacobina di Roma (1798) A., studente al Collegio Romano, celebrò, in un carme latino, gli ideali repubblicani. Tornato il Papa, esaltò in rime italiane Pio VII e Leone XII. Versatissimo negli studi giuridici, entrò tra gli avvocati concistoriali. Con l'avvento di Pio IX seguì il Pontefice nella politica liberale e fece parte del Consiglio dei deputati. Con la fuga del Papa, assunse il ministero degli interni e rappresentò Roma nella Costituente. Proclamata la Repubblica, fu triumviro con Mazzini e Saffi e si dette a dirigere i lavori legislativi. Dopo la caduta della repubblica, andò esule nel Belgio. Dei suoi figli, Torquato entrò nella Compagnia di Gesù, e Augusto, militante anticlericale, fu sindaco di Roma (1875), poi colpito da lunga infermità, tornò alla fede e fece morte edificante (1912).
ARMELI, CARLO
BIBL.: L. Carpi, Il Risorgimento italiano, I, Milano 1884; G. Badii, s. V. Dis. d. Risorg. Naz., II, pp. 111-112. Egiberto Martire