Monaco nel monastero di S. Paolo a Roma, fu poi abate nei monasteri di Assisi e Foligno. Dalla dimestichezza con Antonio Magliabechi, mentre era a Firenze per insegnarvi filosofia e teologia, e molto più dalle esortazioni e dall'esempio di Prospero Mandosio, autore della Biblioteca Romana, fu indotto a comporre il ciclo delle sue opere storiche:
Bibliotheca Benedictino-Casinenis, 2 voll., Assisi 1731-1732; (le lettere V e Z hanno una nuova enumerazione,
(Vol. Enc. Cat. I.)
ARMELLINI, CARLO - Ritratto - Roma, museo del Risorgimento.
Il nome di A. è legato alla questione della visione beatifica, discussasi nel 1331 in seguito al noto sermone di papa Giovanni XXII. Il Maestro del S. Palazzo fu costretto a uscire dal riserbo e a prendere la sua posizione. E lo fece in maniera franca ed ironica per cui sembra che sia caduto in disgrazia del Papa.
Opere: Responsiones mag. Armandi, magistri Sacri Pa- latii de ord. Praed. ad 19 articulos ex parte beatitudinis ap- stolicae missos fratri Armando, rectori sacri palatii (mss. nella bibl. di Cambridge, J. 3. 10). A. riconoscendo che gli articoli censurati dalla commissione papale del 7-8 sett. 1333 possono ammettere diversi significati, inclina verso quello più favorevole e giustifica Tommaso Wallesi e Du- rando di S. Porciano.
Nello scritto Epistulae de visione beatifica (Cambridge, loc. cit.) respinge la tesi di Giovanni XXII come modum novum et extraneum.
Ha altri scritti notevoli per la storia delle origini del tomismo e per la dottrina della Concezione Immacolata di Maria Vergine.