ARMELLA, REPUBBLICA SOVIETICA

ARMELLA, REPUBBLICA SOVIETICA. - La più piccola (29.900 Kmq.) delle sedici Repubbliche federate costituenti l'U.R.S.S., tra le quali fu ammessa nel 1936, dopo essere stata (dal 1922) membro della Federazione transcaucasia. La Repubblica armena (A.S.S.R.), pur non facendo posto, nel proprio territorio, a minori unità che ne dipendano, racchiude entro i suoi confini la Repubblica autonoma del Nacicevan, connesso ASERBAIGIAN (v.). D'altra parte, se la Repubblica armena abbraccia anche (ad E) zone non abitate da Armeni, non riunisce per contro tutti gli Armeni che ritenano nella regione caucasia pertinente all'U.R.S.S. A breve distanza dei suoi confini, infatti, il piccolo Territorio autonomo (Autonomus Oblast) del Nagorno Karabakh (o K. montano), la cui popolazione è costituita in grandissima maggioranza da Armeni, rimane tutto compreso nella Repubblica dell'Aserbaigian, dalla quale anche amministrativamente dipende.

Article illustration
(prepr. E. Jost)
ARMELLINI, MARIANO - Fotografia presa in un cubicolo del Coemeterium Maius, da lui studiato.

ARMELLINI, MARIANO. - Fotografia presa in un cubicolo del Geometrium Maius, da lui studiato.

La Repubblica sovietica armena corrisponde, in sostanza, al lato sinistro (settentrionale) del bacino dell'Arasse, sui versanti del Piccolo Caucaso, e presenta, non ostante la sua modesta estensione, notevole varietà di paesaggio e di condizioni climatiche. Si tratta di una regione montana, in prevalenza vulcanica, nella quale ampi e monotoni altopiani (anche oltre i 2 mila m.) separati e dominati da elevate cime nevose (Alagöz, m. 4045), si alternano con lembi depressi, sui quali in generale tende a raccogliersi la popolazione. Il clima è tipicamente continentale, con caratteri di accentuata asprezza, dovuti così all'aritmata (200-700 mm. di precipitazioni annue) come alla notevole altitudine media; perciò nella vegetazione spontanea domina largamente la steppa (a stipa), e la prateria nelle aree culminali, mentre la foresta si riduce a piccoli lembi.

L'economia dell'A. S. S. R. è ancora imperniata sull'agricoltura, che il regime sovietico ha cercato di estendere con l'irrigazione artificiale (utilizzando le acque del lago Sevanga, capace di dar vita a 130 mila ha. di buone terre) e di potenziare con le colture specializzate (cotone, frutta, vite). Anche l'allevamento ha fatto progressi (industria del latte), ma ciò che caratterizza meglio il moderno sviluppo del paese è soprattutto la forte spinta data alla sua industrializzazione (fonderia, siderurgia, industrie chimiche, tessili, alimentari), favorita dall'impiego dell'energia idroelettrica, e dallo sfruttamento delle risorse minerali locali (rame) fino a pochi anni fa anche mal conosciute.

La popolazione, costituita per l'85% da Armeni, per il 10% da Turco-tartari e per il 24% da Russi, è passata da 880 mila a 1,3 milioni di abr. fra il 1926 ed il 1939; nello stesso periodo di tempo la popolazione urbana è più che raddoppiata (la relativa percentuale è cresciuta dal 19 al 29%).

I due centri abitati più cospicui sono la capitale Erivan, già fiorente mercato agricolo nel cuore di un fertile bacino irrigato dalle acque dello Zangi (a ca. 1000 m. di altitudine), e oggi pulsante di industrie (la sua popolazione è cresciuta da 65 a 200 mila abr. fra il 1926 ed il 1939), e Leninakan (un tempo Alexandropol), stazione di truppe (1450 m. d'altezza) sulla strada militare Tiflis - Qars, divenuta oggi anch'essa un notevole centro manifatturiero (tessili, alimentari).

Ad una della sua modesta entità demografica e economica, la Repubblica armena, presenta, nel quadro dell'U. R. S. S., un particolare interesse geopolitico, data la sua posizione sulla frontiera di due Stati (Turchia e Persia) che annoverano, nella loro popolazione, minoranze etniche armene.

Bibl.: F. Nansen, *Betrogenes Volk. Eine Studienreise durch Georgien und Armenien als Oberkommissär des Völkerbundes*, Lipsia 1928; L. Stammer, *Die Landschaften Armeniens unter Berücksichtigung des Menschen in der Landschaft*, in *Petrum. Mitteil. 75 (Gotha 1929)*, pp. 289-301; A. Budel, *Erforschung des Göktcha-see, ibid.*, 76 (1930), p. 236; K. Schneider, *Klimatologie von A. ibid.*, 77 (1931), pp. 69-75; P. Kamsarakam, *Republik A., in Mitt. der Geogr. Gesellschaft*. Wien. 81 (1938), pp. 198-214.