ASCALON (ebr. 'Alqelôn; assir. Asqalâna; egiz. Asqalna; odierno arab. Hirbet 'Asqalân). - Città palestinese tra Azoto e Gaza, quasi sul litorale.
Era un centro cananeo tra il 2500 e il 2000 a. C. Fu spesso sottoposta all'Egitto; figura nei «testi di proscrizione» della XIᵃ^ dinastia egiziana (sec. XIX a. C.). Subì l'influsso della cultura cipriota e micenea (dal sec. XVI a. C.). Fu conquistata da Ramses II (sec. XIII); divenne poi verso il 1200 una delle cinque città filistee (v. LEONTOPOLI). Giosuè non riuscì ad espugnarla (Ios. 13, 3); Giuda l'occupò all'epoca dei Giudici, ma solo per breve tempo (Iudic. 1, 18).
Fu vassalla degli Assiri, e, nel periodo persiano, di Tiro. Era dedita al culto della divinità ittiomorfa Derceto (Atargatis) e di Astarte (Erodoto, I, 105); forse il tempio di Astarte, di cui si parla in I Sam. 31, 10, era ad A. Dopo la conquista di Alessandro, divenne centro di cultura ellenistica (da ricordare il filosofo Antioco, maestro di Cicerone). Nel sec. III a. C. appartenne ai Tolomei, ma con Antioco III (v.) passò ai Seleucidi. Due volte aprì le porte ai Maccabei Gionata e Simone (I Mach. 10, 86; 11, 60).
Dal 104 a. C. fu città libera, con era e monete proprie, e fiorì sotto il protettorato di Roma. Erode il Grande l'adornò di monumenti (Flavio Giuseppe, Bell. Iud., I, 21, 11), benché non sembri che fosse oriundo di A., come molti ritennero (E. Schürer, Geschichte des jüd. Volkes, I, 4ᵃ^ ed., Lipsia 1901, p. 293; U. Holzmeister, Historia aetatis Novi Test., 2ᵃ^ ed., Roma 1938, p. 24). A. fu sempre ostile ai Giudei.
Il paganesimo vi rimase vivace, e sotto Giuliano l'Apostata il popolo vi martirizzò molti cristiani (Teodoreto, Hist. Eccl., III, 3: PG 82, 1692). Prima del 300 era sede vescovile: oltre Longino, cui scrisse Pietro d'Alessandria sull'arianesimo, e Sabino, che partecipò al Concilio di Nicea, se ne conoscono sei vescovi fino al 940, quando musulmani ed ebrei bruciarono la cattedrale e il vescovo fuggì a Ramleh. I crociati unirono la sede di A. a quella di Bethlemmé. Sotto i musulmani dal 644 (con breve intervallo all'epoca crociata, 1154-1270), fu nel 1270 distrutta dal sultano Baibars, e non si rialzò più. La sede vescovile di A. da allora è titolare.
Importanti scavi diretti da Garstang (1920-24) sul Tell el-Hadra, su A. marittima e su A. antica, hanno confermato i dati storici sulle varie civiltà ivi succedutesi. Vi si sono scoperti, oltre l'agorà di Erode, una
esedra, statue della Vittoria e di Iside, insigni avanzi cristiani (basilica bizantina del sec. VII, chiesa latina dei Crociati).