ASBURY, FRANCIS. - Fondatore del metodismo americano, n. nel 1745 a Handsworth, presso Birmingham, in Inghilterra, m. nel 1816 a Spotsylvania, vicino a Richmond. Fin da giovane fu seguace di Giovanni Wesley, che nel 1767 lo ammise tra i «ministri itineranti», cioè tra coloro che, secondo la sua
istituzione, dovevano viaggiare predicando in tutti i luoghi di una regione determinata (circuito). Nel 1771 lo stesso Wesley lo mandò nelle colonie inglesi dell'America. Quando arrivò, trovò 600 metodisti; alla sua morte, ne lasciava 211.000. Nel 1772, per lettera, fu nominato dal Wesley suo assistente generale per tutti i metodisti della colonia inglese.
Durante il suo governo i metodisti americani si resero indipendenti da quelli d'Inghilterra, e senza riconoscere nessun grado ecclesiastico superiore, ma solamente maggiore giurisdizione, cambiarono il nome di «soprintendenti» in quello di «vescovi». I metodisti americani si chiamarono da allora metodisti episcopali rimanendo a quelli inglesi il nome di metodisti wesleyani. L'A. viaggiò predicando per tutte le regioni che costituivano a quel tempo gli Stati Uniti; percorse 270.000 miglia a cavallo e ordinò 4000 ministri. A lui si deve lo spirito di attività missionaria che pervade tuttora il metodismo americano, e che, con l'andar del tempo, lo spinse a fondare la missione italiana, spiccatamente anticattolica.