ARNOLD, GOTTFRIED. - Teologo protestante, n. ad Annaberg (Sassonia) il 5 sett. 1666, m. a Perleberg il 30 maggio 1714. Fece i suoi studi universitari a Wittenberg, fu amico di Spener e ne seguì il pietismo. Precettore a Dresda, dovette lasciare la carica, perché resosi insopportabile col suo rigorismo. Fu quindi professore di storia a Giessen ed ottenne il titolo di storiografo del re di Prussia. Nel 1700, avendo, per scrupolo di coscienza, rinunziato a detta carica che lo distraeva troppo, venne nominato predicatore della duchessa di Sassonia-Eisenach a Alstädt; nel 1705 fu pastore a Werben e nel 1707 a Perleberg.
Fu un grande studioso della Chiesa primitiva, che descrive come un ideale mai superato e di cui traccia la storia nel libro Unpartheysche Kirchen-und Ketzerhistorie, pubblicato a Francoforte in parte nel 1699 e in parte nel 1700, col titolo: Fortsetzung und Erläuterung der Unpartheyschen Kirchen-und Ketzerhistorie. In esso l'A. fa l'apologia di quasi tutte le eresie, attribuendo agli ecclesiastici le calamità della Chiesa, senza risparmiare i suoi correlligionari. In tal modo suscitò numerose polemiche, di cui si fa eco l'edizione completa dell'opera, pubblicata a Siafusa nel 1740-42. Degne di nota sono ancora le opere: Historia et descriptio theologiae mysticae seu theosophiae arcanae et reconditae (Francoforte 1702) messa all'Indice con decreto del 20 sett. 1760; Die Historie von der Lehre, Leben und Thetan der beyden Apostel und Führer Christi, Petri und Pauli (Rostock 1708). È pure suo un libro di pietà: Wahre Abbildung des inwendigen Christentums (Lipsia 1709).
Di animo buono e pio, l'A. sentì profondamente i mistici cattolici, ma non poté liberarsi dai pregiudizi correnti contro la Chiesa ed il papato; vide sempre un'opposizione tra la pietà personale e l'autorità ecclesiastica e in tutti gli eterodossi ravvisò tracce del vero Vangelo e li ritenne come precursori della Riforma.