APPIA, GIORGIO

APPIA, GIORGIO. - Pastore valdese, figlio di Paolo, n. nel 1827, m. nel 1910. A Torre Pellice, tra il 1854 e il 1855, l'A. fondò un ospizio per fanciulli, un orfanotrofio per bambine e la scuola dei Coppieri. Nel 1859-61, in pieno Risorgimento, fu a Pinerolo. Nel 1861-62 introdusse il protestantesimo a Palermo e nei tre anni successivi a Napoli, ove, con la comunità valdese, istituì una piccola scuola normale evangelica. Nel 1865 insegnò esegesi alla facoltà valdese di Firenze e nel 1866 fu nel Trentino con Garibaldi, cooperatore di suo fratello Luigi, collaboratore col Dunant nella fondazione della Croce Rossa. Nel quarantennio seguente, soggiornò a Parigi come pastore luterano. L'esperienza più utile della sua vita di ecclesiastico dissente dalla cattolicità l'ebbe a Palermo dove, nel 1862, si agitò una vigorosa polemica religiosa, svoltasi con prediche e opuscoli, tra lui, vari sacerdoti, soprattutto il canonico Turano, ed il vescovo di Girgenti.

BIBL.: G. A., Roma e la Scrittura. Dieci lettere al rev. Canonico D. Turano, Palermo 1862; D. Turano, Risposta al sig. A. Valdese in occasione del suo opuscolo « Roma e la Scrittura », ivi 1862; G. A., Undecima lettera al rev. canonico D. Turano, contrarisposta alla sua risposta, ivi 1862. Piero Chiminelli
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“APPIA, GIORGIO.” Enciclopedia Cattolica, vol. I (1948), p. 1014. Azione Romana digital edition, https://azioneromana.com/it/article/appia-giorgio.