AQUILA, KASPAR. - Teologo luterano, n. nel 1488 ad Augusta, dove suo padre era sindaco, e m. a Saalfeld nel 1560. Completò la sua educazione nell'Università della città natia, poi a Lipsia e infine in Italia. Fu tra i primi seguaci di Lutero, non appena questi si ribellò alla Chiesa, e venne per tal motivo incarcerato dal vescovo di Augusta. Ottenuta la liberazione per intervento della regina Isabella di Danimarca, sorella di Carlo V, egli si affrettò a recarsi a Wittenberg (1524) presso Lutero, cui rese non poco aiuto nella traduzione della Bibbia. Occupò nel 1527 il posto di pastore e l'anno successivo di soprintendente a Saalfeld, e nel 1550 fu predicatore a Smalcalda. Intransigente luterano, A. oppugnò l'«Interim», per cui Carlo V pose su di lui una taglia di 5000 fiorini. In ricordo delle prediche che aveva tenuto a commento del libro dei Salmi di David, di Osea, di Zaccaria e di Giovanni, pose i nomi di David, Osea, Zaccaria e Giovanni ai suoi quattro figli.
AQUILA, KASPAR
BIBL.: Ch. Pfender, s. V. in Encyclopédie des Sciences religieuses, I, Parigi 1877, pp. 481-82. Piero Chimini
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“AQUILA, KASPAR.” Enciclopedia Cattolica, vol. I (1948), p. 1019. Azione Romana digital edition, https://azioneromana.com/it/article/aquila-kaspar.