ASARHADDON (AŠŠUR-AHU-IDDIN «IL DIO ASSUR DIEDE UN FRATELLO»)

ASARHADDON (Aššur-ahu-iddin «il dio Assur diede un fratello»). - Re di Assiria dal 681 al 669 a. C. Era figlio, forse il terzo, Sennacherib (v.) che lo prescelse per succedergli (II Reg. 19, 37 = Is. 37, 38). I fratelli maggiori, non sopportando questa preferenza, trucidarono il padre e mossero guerra ad A., che in un mese e mezzo li vinse. Nei suoi dodici anni di regno, A. sostenne continue guerre difensive ed offensive. Riedificò Babel distrutta da suo padre, col tempo Esagil e la torre Etemenanki.

Trattenne i Cimmeri alle frontiere settentrionali, sottomise gli Aramei, si alleò cogli Elamiti. Nel 677 conquistò e distrusse Sidone, il cui re 'Abd-Mel-qart (Abdimelkutti), scappato presso il re di Cilicia Sanduari, fu fatto prigioniero e l'anno dopo decapitato con Sanduari. La parte meridionale del territorio di Sidone fu data al re Ba'al di Tiro. Nel 673 A. aveva conquistato la maggior parte della Fenicia, della Palestina e di Cipro. Accettarono la supremazia di A., oltre al re Ba'al di Tiro, Manasse (v.) re di Giuda, i principi di Ascalon, Accaron, Arado, Azoto, Biblos, Ammon e Moab. Anche i dieci

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(prger. B. Degeuhart)
Asam - Interno della Klosterkirche di Weltenburg.

principi delle città greche di Cipro (Idalion, Pafos, Salamina, Clytron, ecc.) mandarono ambascerie ad A. dichiarandosi sui vassalli. Nel luglio 671 sgominò l'esercito egiziano, e la presa di Menfi riscattò lo scacco avuto da A. due anni prima dal faraone Tarhaka. In via per la terza spedizione contro l'Egitto sollevatosi, morì il 10 marzhevvan (nov. 669, Stanziò in Samaria colonizzatori delle province orientali (Esd. 4, 2)).

BIBL.: B. Meissner, Könige Babyloniens und Assyriens, Lipsia 1926, pp. 211-28; A. Pohl, Historia populi Israel, Roma 1933, pp. 136-38.

ASBURGO (HABSURG). - Castello svizzero sull'Aar. La dinastia che ne prese la denominazione ebbe origine in Alsazia, ed il primo personaggio sicuro è un Werner vescovo di Strasburgo sul principio del sec. XI; suo nipote Werner fu conte in Argovia dopo il 1082; ma la famiglia acquistò potenza piuttosto

lentamente nei paesi dell'odierna Svizzera e luoghi circostanti, sicché ai tempi di FEDERICO II imperatore poteva ormai uscire dalla mediocrità. Le sue maggiori fortune cominciano però con la nomina di RODOLFO (n. il 13 maggio 1218) a re di Germania, avvenuta a Francoforte nel sett. 1273, la quale poneva termine al lungo interregno che durava di fatto dal 1254. Il nuovo sovrano si preoccupò solo a parole di far valere efficacemente i suoi diritti in Italia, o di ricevere la corona imperiale (cf. Dante, Purg., VI, 103; VII, 94 sgg.); volse invece la sua politica ad allargare il dominio nella Germania sud-orientale, abbattendo il potere di Ottocaro II di Boemia, suo principale avversario (m. il 26 ag. 1278), conquistando i dossi l'Austria, la Storia, la Carniola e la Marca Venda; un poco più tardi (1335) anche la Carinzia entrò a far parte dei possessi asburghesi. Morto Rodolfo nel 1291, suo figlio ALBERTO ebbe la corona reale soltanto nel 1298, e la tenne sino al 10° maggio 1308 quando fu ucciso e gli sottentrò Ludovico di Lussemburgo; tentò di riprenderla suo figlio FEDERICO (1214), ma ebbe contro di sé Lodovico di Baviera e nella guerra che ne seguì rimase soccombere (m. il 13 genn. 1330). Di fronte alla casa di Lussemburgo, che riebbe poi il regno e l'impero ed occupò anche la Boemia, la casa d'A. passò in seconda linea; conservò tuttavia i possessi originari ed i paesi acquistati sulla fine del sec. XIII, aggiungendovi il Tirolo. Un altro FEDERICO compare a Costanza durante il Concilio, ma senza riuscire a prevalere contro l'operato di Sigismondo; solo dopo la morte di questo (1437), ALBERTO II d'A., del ramo albertino, diventò re di Germania. Alla sua morte avvenuta poco dopo (24 ott. 1439), FEDERICO III (del ramo leopoldino di Storia) tenne l'impero germanico sino al 1493. Oltre ai diritti sull'Ungheria e sulla Boemia, che non cessò di rivendicare, egli riuscì ad assicurare alla sua casa la Borgogna (allora comprendeva i Paesi Bassi) grazie al matrimonio di suo figlio MASSIMILIANO, poi re dei Romani. A sua volta FILIPPO, figlio di Massimiliano, sposò Giovanna la Pazza, figlia di Alfonso re di Aragona e di Isabella regina di Castiglia; sicché alla morte di questi due sovrani, Filippo e poi suo figlio CARLO si trovarono ad essere eredi dei regni spagnoli; ed essendo già morto Filippo, alla morte del nonno Massimiliano (1519) CARLO (il di Spagna, e V di Germania) ai regni spagnoli congiunse anche il regno di Germania con la Borgogna, oltre il regno di Napoli conquistato dall'Aragonese nel 1501 ed i diritti sul ducato di Milano, contrastati dal re di Francia. A tutto questo si deve aggiungere il possesso delle Indie Orientali che si andavano scoprendo dopo il 1492. Contro questa smisurata potenza, che minacciava di assorbire tutta l'Europa, insorse Francesco re di Francia che cercò l'aiuto dell'Inghilterra e di chiunque potesse essere nemico di Carlo, non escluso il Turco, ed in particolare i principi germanici ribelli e fautori (soprattutto per ragioni politiche) delle nuove dottrine protestanti. Carlo pensò che gli conveniva dividere questo gruppo di regni col fratello FERDINANDO, al quale affidò la Germania con l'Ungheria, che nel 1526 era rimasta senza re, e con la Boemia, e ritenne per sé tutto il resto. Alla sua abdicazione (1556) il figlio FILIPPO II rimase re di Spagna, Paesi Bassi, Napoli ed il resto e perpetuo la dinastia sino a CARLO II, morto nel 1706, quando vi si insediarono i Borboni di Francia, perdendo però i Paesi Bassi. Ferdinando I ebbe la corona imperiale che trasmise al figlio MASSIMILIANO II e poi ai nipoti RODOLFO II e MATTIA.

Alla morte di Mattia nel 1619 ebbe la corona FERDINANDO II, figlio di Carlo di Storia, secondogenito di Ferdinando I, uno dei più convinti sostenitori del cattolicesimo e dei suoi diritti in Germania; e questo ramo diretto si estinse nel 1740 con la morte di CARLO VI. Fu allora che pretese il trono di Germania CARLO ALBERTO di Baviera, figlio di una sorella di Carlo VI; ma questi in forza di una «prammatica» da lui emanata, aveva stabilito che sua erede fosse la figlia Maria Teresa, moglie sino dal 1736 di Francesco I, duca di Lorena.

L'impero di Germania passò in tal modo nel ramo di A.-Lorena il quale acquistò il granducato di Toscana alla morte di Gian Gastone ultimo dei Medici (m. 1737) e poi anche il ducato di Modena alla morte dell'ultimo Estense: la Toscana toccò infatti a PIER LEOPOLDO e poi a suo figlio FERDINANDO II e suoi discendenti; Modena al figlio del fratello di Pier Leopoldo e al figlio di lui.

Le guerre napoleoniche portarono nel 1804 alla soppressione del Sacro Romano Impero e del regno di Germania; altri regni si erano venuti formando quello di Prussia, di Baviera, di Hannover, del Württemberg. FRANCESCO II assunse invece il titolo di imperatore d'Austria, re di Ungheria e di Boemia; egli costituì a proprio vantaggio il Regno Lombardo-Vene- to con l'unire all'antico ducato di Milano i territori italiani della soppressa repubblica di Venezia; e poi ché Toscana e Modena erano nelle mani di suoi parenti, fu in grado di esercitare una decisa preponderanza sui principi italiani. La riconquista dell'Ungheria durante il sec. XVIII conduceva la casa d'A. ad allargare i suoi influssi europei e cristiani lungo tutto il corso del Danubio e su tutti i paesi circostanti; ma contro l'assolutismo dinastico della sua politica, che tuttavia assicurava ordine e buona amministrazione, nuove tendenze stavano sorgendo. Mentre la nazione germanica spostava il suo centro d'azione di Vienna a Berlino, le altre nazioni: Italia, Boemia, Ungheria e più tardi gli Slavi meridionali miravano ad una indipendenza totale. La casa d'A. comprese troppo tardi che col progredire dei tempi diventava cosa disperata mantenere le antiche posizioni, anche se queste erano state in genere tutt'altro che nefaste; e nella guerra mondiale del 1914-18 fu travolta insieme con quella degli Hohenzollern di Prussia che aveva messo in opera ogni sforzo per soppiantarla nella direzione della politica europea.

Ultimi degli A. a regnare sono stati: FERDINANDO I, figlio dell'imperatore FRANCESCO, il quale causa le insurrezioni del 1848, aveva rinunciato in favore di FRANCESCO GIUSEPPE, figlio di suo fratello. Morto questo, dopo lunghissimo regno, durante la guerra, nel 1916 gli successe CARLO FRANCESCO GIUSEPPE, suo bisnipotè, che cessò di regnare due anni dopo e morì in esilio a Madera, prigioniero degli alleati, perdendo in gran parte anche la fortuna patrimoniale della casa.

BIBL.: È abbondantissima, sia quanto alla storia generale della famiglia, sia quanto alle diverse età ed ai singoli personaggi ed avvenimenti. Cfr. Ed. von Lichnowsky, Geschichte des Hauses Habsburg, Vienna 1836-44; W. Merz, Die Habsburg, Aarau 1896; A. Duden, La monarchia degli Asburgo, Roma 1915; L. Léger, Histoire de l'Autriche-Hongrie, Parigi 1920; C. Capasso, s. V. ENOCH. Ital., IV, p. 771 sgg. Pio Paschini ASBURY, FRANCIS. - Fondatore del metodismo americano, n. nel 1745 a Handsworth, presso Birmingham, in Inghilterra, m. nel 1816 a Spottsylvania, vicino a Richmond. Fin da giovane fu seguace di Giovanni Wesley, che nel 1767 lo ammise tra i «ministri itineranti», cioè tra coloro che, secondo la sua