SENNACHERIB

SENNACHERIB - Il palazzo di S. nella pianta di Ninive.
SENNACHERIB - Il palazzo di S. nella pianta di Ninive.

Merodach-Baladan (v.), deponendo l'usurpatore, s'affermavano una altra volta in Babilonia; ma nella campagna del 703, per un errore strategico di Merodach-Baladan, persero la doppia battaglia di Kutha e di Kiš. S. entrò trionfatore in Babilonia, ricevuto da amico, e i suoi valorosi soldati depredarono soltanto il Palazzo di Merodach-Baladan. S. conquistò (703-702) le fortezze delle tribù caldee, mentre Merodach-Baladan si nascose nelle paludi agli sbocchi dell'Eufrate e del Tigri. Ritornato S. in patria, Bel-ibni, servo del Palazzo istituito da S. re di Babilonia, non fu all'altezza del compito delicato, e un altro capo caldeo, Marduk-uščizib, spadroneggiava nei dintorni di Babilonia. S. accorse dunque anche nel 700 (probabilmente dopo la campagna in Giudea) e vinse e deportò molti dei Bit-Jakîn, ma i due capi caldei fuggirono con navi a Nagitu-Raqqê, oltre il golfo, in terra elamitica. S. allora costituì suo figlio Aššur-nâdin-šumî re di Babilonia, portando con sé l'incapace Bel-ibni al Palazzo di Ninive. Non c'era da sperare pace finché i fuorusciti caldei, guidati da Merodach-Baladan e dai suoi figli dopo la sua morte, non fossero sfuggiti da Nagitu-Raqqê. S. fece venire marinai e costruttori di navi dalla costa siro-fenicia e a Ninive si aprirono i cantieri per una flotta capace di trasportare un grande esercito; si costruì anche una via piana fra Opis e l'Eufrate per trasportare quelle navi per via terrestre. L'avanzata, iniziata nel 694, ebbe gran successo all'inizio, benché i Caldei sommergersero le terre tagliando le dighe; ma passata la grande armata al delta, Hallušu re d'Elam irruppe in Babilonia, prese Sippar e Babilonia, aiutato da «quinte colonne», fece prigioniero Aššur-nâdin-šumî, lo condusse in Elam e l'uccise. Allora il partito antiasirio si diede a grandi massacri epurativi; fece re Nergal-uščizib, che però poté mantenersi solo nelle città di Babilonia, Sippar e Borsippa. L'esercito di S., benché tagliato dalla patria e senza rifornimenti, vinse la battaglia presso Nippur, prese vivo Nergal-uščizib, che a Ninive fu ucciso. Ma un altro principe dei Caldei, Mušézib-d'Marduk, si fece re di Babilonia; più di ogni altro odiato da S., chiamato dagli assiri Šušub («fuggitivo»), si alleò subito con Umanu-Menanu d'Elam. Nella battaglia sanguinosissima di Ialulê (693), della quale S. diede la migliore descrizione di battaglia nell'Oriente antico, lo Šušub non soccombettò. Ma quando più tardi Umanu-Menanu fu colpito da paralisi nervosa, egli rimase solo di fronte a S., che sulle orme del padre aveva mobilitato persino le tribù arabe. Seguì l'invasione assira nel 690, che finì con la presa, il saccheggio, e la distruzione della meravigliosa città di Babilonia; più del fuoco vi contribuì l'acqua, la quale, dopo che i soldati ebbero ostruiti i canali e specialmente l'Arahtu, invase la città e la rese paludosa e inabitabile. Dovettero emigrare gli stessi dèi, a Ninive, dove lo Šušub fu giustiziato. Solo 11 anni più tardi la regina Naqî'a, governatrice Asarhaddon (v.), cominciò a bonificare e poi a ricostruire quella metropoli delle genti.

Nel vasto semicerchio che va dall'Elam fino alla Cilicia, Sargon II (v.) nell'Urartu (che cominciava già a riprendersi) vi fu calma durante il regno di S. Oltre spedizioni piuttosto alpinistiche, p. es., quella sul Judhî Dâgh, il celebre monte Nipur degli assiri, dove secondo gli antichi ricordi si era fermata l'arca di Utnapištim tra le acque del diluvio, è da ricordare quella del 702 nel paese di Elippi, a sud di Kirmanšâh, dove S. corresse la frontiera in suo favore di fronte all'Elam, fondando una sua cittadina Kar-d-Sin-ahbê-erbâ («fortezza di S.»). Alle porte cilicie, i generali di S. nel 796-95 si scontrarono con Kirna di Illubru, probabilmente greco che, condotto prigioniero a Ninive, fu per punizione scorticato, furono inoltre castigati i pirati appartenenti a quel popolo. Più a nord fu conquistato

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(da H. Schäfer-W. Andrae, Die Kunst des Alten Orients. Berlino 1925, tar. 53)
Sennacherib - Navigazione e pesca sul Tigri, Rilievo in alabastro del Palazzo di S. a Ninive.

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Til-Garimmu, ma fu perduta gran parte della Commagene e Militene.

Di maggiore interesse è la terza spedizione (701-700) di S., contro una coalizione capeggiata al nord da Luli re di Ezechia (v.) re di Giuda, sulla quale sono rimaste tre relazioni bibliche, differenti nel genere letterario e in parecchi particolari, e, a scegliere i più attendibili, due ricordi completi in iscrizioni cuneiformi (prisma di Taylor e quello dell'Oriental Institute di Chicago). Queste cinque relazioni rispecchiano il genere e le intenzioni particolari di ciascuno. Le tre bibliche con H. Haag si possono ridurre ad una sola fonte conservata più pura in II Par. 32, 1-23.

La pericope II Rg. 18, 13-19, 36 intende mettere in rilievo la pietà di Ezechia e il dono profetico di Isaia; unisce in sé diverse versioni dei fatti, come fa vedere l'aggiunta 18, 14-16: la formale sottomissione di Ezechia a S. e l'imposizione e pagamento del gravoso tributo, del quale non vi è menzione in Is. 36-37 dove è svolto un magnifico dramma in parecchi episodi intento ad esaltare l'uomo di Dio che salvò Israele: le due ambasciate dal Grande Re, i discorsi in ebraico del Rabbase (v.) che la seconda volta legge un proclama di S., la paura e preghiera di Ezechia, il messaggio che riceve Isaia, il suo canto rinfonale con il quale il piccolo Giuda protetto da Jahweh sfida l'Assiria all'apogeo, l'intervento dell'Angelo e la fuga precipitosa degli Assiri. Quanto ai ricordi cuneiformi, è da ammettersi la loro autorità con H. Haag (contro G. Ricciotti, che procedendo poco storicamente presenta gli Assiri secondo un cliché di popolo orgoglioso, menzognero, soprattutto crudele). Ma questi documenti non seguono strettamente l'ordine cronologico; riassumono parecchie operazioni distinte in un ricordo attorno ad una stessa città.

Da queste fonti si può così ricostruire la terza spedizione di S. Egli conquistò dapprima le città appartenenti ai Sidoni e alla gente di Tiro, e anche Tiro terrestre. Luli fuggi a Cipro, dove i vassalli fedeli di S. l'uccisero. La costa fino ad Acco era allora caduta nelle mani di S. che mise sul trono di Sidone Etbhal suo vassallo. Rimasate fedeli a S. le province di Duru e Samerina, si sottomisero a S. anche Ammon, Moab ed Edom; resistettero a S. solo la costa filista ed Ezechia. A sud Ezechia, alleato con il faraone Šabaka, dominava la coalizione: infatti in quel tempo conquistò la città filista di Gaza, e quando i sudditi antiassiri di Accaron detronizzarono il loro re assirofilo Padi, lo consegnarono in catene ad Ezechia in Gerusalemme. E la coalizione tenne duro: al giungere di S. si sottomise solo Mitinti re di Azoto; le altre città della