EZECHIA

EZECHIA. - 1. Re di Giuda (ebr. Ḥizqijjāh [6], gr. 'Eẕnīz, accadico Ḥazaqijau) dal 718 ca. al 689 a. C. Succedendo venticinquenne al padre Achaz, si adattò dapprima alla politica da lui seguita di soggezione all'Assiria, non trascurando però di dare in segreto ogni appoggio ai circoli profetici, di cui era esponente Isaia, difensori contemporaneamente degli ideali nazionalisti e monoteisti. Appena gli fu possibile, attuò la riforma religiosa per ricondurre il popolo al puro jahwismo, per cui è lodato nella storia biblica come il più retto dei monarchi davidici (II Reg. 18, 3.5).

Aboli i culti idolatrici, eretti nello stesso Tempio, cercò con qualche buon successo di recuperare al nazionalismo e allo jahwismo i residui Samaritani, curò la raccolta del patrimonio spirituale e letterario d'Israele per mezzo di una apposita commissione (Prov. 25, 1). Si sforzò, intanto, di migliorare la finanza dello Stato (II Reg. 20, 13), fece qualche preparativo militare (armamenti e fortificazioni), rinnovò gli impianti per i rifornimenti

idrici di Gerusalemme, costruendo tra l'altro un tunnel che portava l'acqua entro la città (lavoro ricordato in un'iscrizione nel tunnel, ritrovava nel 1880; V. SILOE).

Intanto maturarono all'estero i fatti che mutarono completamente i rapporti con l'Assiria. E. non partecipò alla rivolta antiassira del 711, presto domata da Sargon: dovette però in quell'occasione mostrare la sua fedeltà con un più forte tributo. Nel 704 l'agitatore babilonese Merodach Baladan, con il pretesto di congratularsi con E. per la guarigione (miracolosa: Is. 38, 5) da una grave malattia (è di quell'occasione il «cantico» In dimidio, Is. 38, 10 sgg.),

inviò una legazione a Gerusalemme a concludere un'alleanza militare; trattative furono fatte da E. anche con l'Etiopia (Is. 18, 1) e l'Egitto (ibid. 30, 1 sgg.). Nel 703 avvenne la rivolta, di cui Sennacherib, nuovo re d'Assiria, ebbe facilmente ragione.

Giuda fu attaccato per ultimo: l'assiro invase il regno, deportò molti abitanti e strinse d'assedio Gerusalemme, come ricordano gli stessi documenti assiri (H. Gressmann, Altar, Texte, 2ª ed., Berlino-Lipsia 1926, p. 353). Ciò che questi documenti non narrano e si rac-

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(da G. de Grenezen, Sainte Marie Antique, Roma 1911, tov. 12) EZECHIA - Il profeta Isaia annunzia al re E. la sua prossima morte (Is. 38, 1-2). Affresco nella chiesa di S. Maria Antique (sec. VIII).
coglie dalla Bibbia (confermata da Erodoto, II, 141) è la fine dell'invasione: mentre Sennacherib, dopo aver cercato invano di venire a patti con E. assediato, si preparava a tornare in Assiria, ove era scoppiata una rivolta, una notte l'«angelo del Signore», forse mediante un'epidemia, uccise nell'accampamento 185.000 suoi soldati (II Reg. 19, 0-37).

Dopo l'invasione per una decina d'anni ancora il re, sostanzialmente vittorioso, attese alla ricostruzione del regno, che divenne uno dei più floridi dell'Asia occidentale.

BIBL.: Oltre i commenti a Isaia, Re e Paralipamenti, G. Ricciotti, Storia d'Israele, I, Torino 1932, pp. 442-60; W. M. Smith, The glorious Revival under the King Hezekiah, Grand Rapids 1937.

2. Nome di vari giudei vissuti dopo l'esilio (I Par. 3, 23; Neh. 7, 2; 10, 18; nella forma ebr. Jēḥizqijjāh: I Par., 28 12; Esd. 2, 16. Giovanni Rinaldi

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“EZECHIA.” Enciclopedia Cattolica, vol. V (1950), p. 569. Azione Romana digital edition, https://azioneromana.com/it/article/ezechia.