SENS, ARCIDIOCESI DI

SENS, ARCIDIOCESI di. - Città nel dipartimento della Yonne in Francia. Ha una popolazione di 271.685 ab. dei quali 25.000 cattolici. La diocesi attuale di S. è divisa in 5 arcipreteure: S., Joigny, Auxerre, Tonnerre, Avallon (queste due ultime costituite a un di- presso con porzioni di territorio appartenenti alle antiche diocesi di Langres e di Autun), 37 decanati, 49 parrocchie con 442 succursali e 22 cappellani. I precedenti Capitoli delle antiche diocesi sopra indicate sono stati tutti soppressi ed è rimasto solo quello metropolitano con dieci canonici titolari. Non è rimasta alcuna delle abbazie erette sotto l'antico regione; degli antichi conventi solo quello delle carmelitane di S. è risorto dalle rovine; in compenso sono sorte nuove istituzioni, tra le quali le due fondate dal p. G. B. Nuard, cioè la Congregazione dei Padri di St. Edme di Pontigny e l'abbazia benedettina di La Pierre-qui-Vire; inoltre la Congregazione delle Suore della Provvidenza di S. e la comunità dei Domenicani dell'Eucaristia. Ordini non diocesani dirigono alcune scuole e parecchie opere di carità. Fino al 1903 il grande Seminario diocesano fu diretto dal Lazzaristi, mentre ora è affidato a sacerdoti secolari diocesani.

I. STORIA DELL'ARCIDIOCESI

In mancanza di documenti relativi mons. Duchesne ritenne che la lista episcopale fornisce elementi solidi, poiché il quarto vescovo di cui fa menzione, Severino, si identifica tra i 34 vescovi della Gallia che dettero la loro adesione alla lettera enciclica del Concilio di Sardica. Questa precisione permette di pensare che S. fosse dotata di una cattedra vescovile prima della fine del sec. III. Del resto la lista ha potuto, come molte altre, rimanere incompiuta, il vescovo posto al principio è quel Sabiniano da molti secoli venerato in S. quale martire. La Senonia, come ha rivelato L. Duchesne, era veramente il cuore dell'antica Francia. S. divenne ca. il 385 capitale della IV Lione, avendo alle sue dipendenze Chartres, Auxerre, Meaux, Parigi, Orléans e Troyes. La circoscrizione civile servì perciò di quadro naturale alla costituzione ecclesiastica della provincia, quando nel sec. V fu introdotto il sistema metropolitano nell'organizzazione religiosa delle Gallie e la sede di Nevers, fondata dopo le altre, fu posta sotto la giurisdizione di S. Tuttavia l'importanza della Chiesa metropolitana di S. si affermò solo nel sec. VIII, quando Vicario di S. nel 769 fu a capo della missione episcopale franca che doveva partecipare al Concilio romano incaricato di giudicare l'intruso Costantino II. Nel secolo seguente Giovanni VIII aumentò il prestigio della sede di S. Volendo Carlo il Calvo ricostituire l'Impero di Carlomagno, egli aveva ottenuto che il Papa favorisse l'unione religiosa dei Reami franco e germanico, accomunandoli sotto l'alta autorità d'un prelato devoto alla sua causa; così nell'876 Giovanni VIII aveva conferito ad Ansegiso, arcivescovo di S., funzioni precise che lo ponessero in condizioni di esercitare la sua autorità sui vescovi dei due paesi. Ma tale primato, rivendicato dai successori di Ansegiso, venne perduto due secoli dopo quando nel 1079 il papa Gregorio VII conferì a G. G. G. G. G. G. G. G. G. G. G. G. G. G. G. G., arcivescovo di Lione, la primazia della Gallia. Tuttavia per molto tempo gli arcivescovi di S. continuarono a portare, a titolo puramente onorifico, il titolo di primate delle Gallie e di Germania. Ma nel sec. XII la primazia di S. ritornò in luce, quando nel 1163-64, il papa Alessandro III, allora in conflitto con Federico Barbarossa, stabilì la sua residenza a S. La Chiesa di S. però continuò ad essere la metropoli ecclesiastica di Parigi; quando nel sec. XIV tale superiorità venne minacciata, due Papi con la loro autorità protessore S.: Clemente VI, che nel 1330 ne era stato titolare, quale arcivescovo Pietro Roger, e Gregorio XI che ne era stato arcidiacono. Anche Carlo VIII difese la vecchia metropoli contro le pretese di mons. L. De Beaumont vescovo di Parigi. Nel sec. XVI la sede di S. fu tenuta dai più illustri personaggi ecclesiastici del Regno, rimanendo così al sicuro dalla rivalità di Parigi, la quale fu elevata a metropolitana da Gregorio XV nel 1622, che le assegnò quali suffragiane le diocesi di Chartres, Meaux e Orléans.