RABSACE (ebr. rabh-šāqēh, assiro rab šāqē, secondo l'etimologia « gran coppiere » di birra). - Nome designante un alto funzionario assiro ed ufficiale del kīṣir šurrāti, cioè della guardia del re, che non di rado ebbe da fare con le relazioni estere.
Un r. fa lo speaker, protagonista nella scena drammatica narrata in Il Reg. 18-19, quasi identica ad Is. 36-37, brevemente riassunta in Eccli, 48, 20-24, che Sennacherib (v.), cioè nel 701 a. C. Sottomesse tutte le città della costa fenicia e palestinese, combattendo specialmente contro Ascalon ed Accaron, Sennacherib cercò di umiliare il Re « arrogante e superbo » Ezechia di Giuda, che da poco aveva rafforzato lo jahwismo eliminando dal suo Regno l'idolatria. Sennacherib invase il paese e prese gran numero delle sue fortezze (cf. i rilievi di Lachis [v.]). Si venne ai patti; Ezechia doveva, fra l'altro, pagare un elevato tributo. La missione del r. era un tentativo di intimidire Ezechia, per farlo arrendere senza condizioni oppure per detronizzarlo per mezzo del suo popolo, il che avrebbe tolto di mezzo tutta l'opera della riforma jahwistica del pio Re. Il r., nella sua missione, si dimostra per il suo discorso conoscitore di lingue, ben istruito sulla situazione interna del regno di Giuda, buon oratore, e, naturalmente, pieno di tutta la superbia che un servitore del dio Aššur (v.) poteva nutrire verso il Dio di quella contrada ribelle al grande Impero. Mette in rilievo la debolezza di Ezechia, cui mancano soldati formati, specialmente cavalieri, che ha nell'Egitto « un sostegno di canna rotta ». Neppure in Jahweh Ezechia potrebbe aver fiducia, dopo aver soppresso i sacrifici sulle alture (v. BRAHMÃ); e « quale divinità nell'ovest aveva potuto resistere alla mano forte di Aššur? ». Il r. riuscì a produrre in Gerusalemme una « paura da donna che partorisce ». Ma il suo vero avversario fu il profeta Isaia (v.) che, contro i suoi discorsi blasfemi, confortò Ezechia ed il popolo, annunziando una peste nel campo assiro (un « angelo » che colpì gran numero di nemici), che costrinse Sennacherib a tornare a Ninive.