NINIVE

NINIVE. - Città capitale dell'Assiria. Il nome della città è dapprima Ninuwà, nella metà del 20 millennio Ninuwà, ma insieme con questo anche Ninua e Nina. Solo gli ultimi due restarono in uso.

Le rovine dell'antica città si trovano a nord-est di Mossul, oggi 1,5 km. distante dal Tigri, ma a quel tempo sul Tigri. Il Choser (Hūṣur in assiro), affluente del Tigri, attraversa le rovine. Le fortificazioni dell'antica città formano un trapezio irregolare, il cui perimetro è di oltre 12 km. Nel lato meridionale delle mura si vedono due colli di rovine (= tell): Kujundjik (750 x 375 x 30 m.) ed il Nebi Junus (un po' più piccolo).

Le prime indagini furono fatte da C. J. Rich, che lasciò pure un'ottima carta geografica delle rovine (ca. 1820). L'anno 1842-43 P. E. Botta scavò a Kujundjik. Quattro anni dopo subentrò Austen H. Layard, che trovò il «palazzo NO» di Assurnasirpal II (883-859), un palazzo di Adadnari II (809-782), il «palazzo centrale» di Theglathphalasar II (745-727) e il «palazzo SO» di Ninive (ca. 1860-1861), nel quale anche Assurbanipal (668-626?) aveva fatto restauri. Scavò pure molte sculture, rilievi, armi ed in due camere una parte della celeberrima biblioteca cuneiforme di Assurbanipal.

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ca. 1860-1861), nel quale anche Assurbanipal (668-626?) aveva fatto restauri. Scavò pure molte sculture, rilievi, armi ed in due camere una parte della celeberrima biblioteca cuneiforme di Assurbanipal.

(da C. Bezold, N. und Babylon, Lipsia (56), fig. 767) Ninive - Leone morente. Rilievo dal palazzo dal re Assurbanipal.

Sennacherib (704-681), nel quale anche Assurbanipal ( 668-626 ?) aveva fatto restauri. Scavò pure molte sculture, rilievi, armi ed in due camere una parte della celeberrima biblio

Dal 1852 al 1854 Hormuzd Rassam trovò il «palazzo settentrionale» di Assurbanipal con gli splendidi rilievi di arte classica assira e l'altra parte della biblioteca di Assurbanipal con l'archivio dei Sargonidi. In questo palazzo W. K. Loftus continuò gli scavi di H. Rassam e mise in luce bellissimi rilievi. Gli scavatori posteriori (G. Smith, H. Rassam, A. W. Budge, L. W. King, R. Campbell Thompson) ebbero piuttosto interessi letterari, cioè di trovare i resti della biblioteca di Assurbanipal. Così molte migliaia di tavolette passarono al Museo Britannico. Finalmente tra il 1927 e il 1932 si fecero gli scavi in profondità, che dettero risultati inaspettati. Si trovò il tempio della dea Ištar, il tempio di Nabū (contiguo al «palazzo settentrionale» di Assurbanipal), un palazzo del secc. IX (probabilmente di Sennacherib) con molte iscrizioni storiche ed una maschera di bronzo dedicata dal R. Manistusu (ca. 2300 a. C.): probabilmente è il ritratto del padre Sargon I (sec. XXIV a. C.). Il vicino tell Nebi Junus fino ad oggi non è stato toccato, trovandosi sopra la moschea sepolcrale del profeta Giona e un villaggio sul suo cimitero. Soltanto da alcune gallerie sotterranee si da'ell'esistenza dei palazzi di Adadnari II, Sennacherib ed Assarhaddon. Varie civiltà preistoriche si sono susseguite a N.: m. 27,50 in profondità: terra vergine; m. 27,50-26,00; N. I: ceramica incisa (ca. 3800 a. C.); m. 26,00-21,30; N. II: ceramica bellissima colorata con disegni geometrici in nero e rosso su fondo giallo (ca. 3500 a. C.); m. 21,30-20,10: strato intermedio senza cultura; m. 20,10-12,80: N. III: ceramica manufatta, polita, capanne di canna, primi segni di metallo, impressioni di sigilli; m. 12,80-7,90: N. IV: ceramica al tornio del tipo di Uruk (ca. 3100 a. C.); m. 9,90-5,50: N. V: ceramica con motivi geometrici e faunistici a colore nero e rosso, impressioni di sigilli cilindrici bene incisi (ca. 2600 a. C.); m. 5,50-1,20: periodo assiro.

Quando Sargon I di Akkad (ca. 2350-2300) distrusse l'egemonia sumerica e creò un Impero che si estendeva dall'Asia Anteriore all'Anatolia, anche la città di N. appartenne al suo Regno. La prima notizia che si ha è che suo figlio Manistusu costruì nel tempio della dea Ištar di N. una cappella. Dopo alcuni secoli Samsi-Adad I di Assiria (23 metà del sec. XVIII a. C.), contemporaneo di Hammurabi, ricostruì il tempio della dea. Hammurabi stesso dice nel prologo della sua sele (IV: 60-63): «il re che nella città di N. nel tempio di Emsmes ha fatto apparire le acque della dea Ištar». Di questo tempio (23,8 x 7,6 m.), costruito in mattoni di argilla sopra un fondamento di pietre, esistono tuttora le mura a 3 m. di altezza. Sotto il Regno di Mitanni (hurritico) il re Tūstrata (ca. 1400-1370) scrive al faraone Amenophis III (1413-1377) di Egitto che la dea Ištar di N. si era dichiarata disposta a partire per l'Egitto, come aveva già fatto al tempio di suo padre (Suttarna II): il Faraone la tenga in alto onore e la rimandi a suo tempo.

Dopo la liberazione dell'Assiria dal dominio degli Hurriti sotto Assur-uballit I (1363-1328) il tempio della dea Ištar di N. con la sua ziquarat (= torre) diventa il