NOEMI. - Moglie di Elimelech, da Betlemme, Ruth (v.); in ebr. No'ōmī «graziosa», appellativo che ricorre nel poema di 'Anat (IV AB, 2, 16; 3, 11; C. Virolleaud, in Syria, 17 [1936], p. 150 sg.), nei testi di Rās Samrah.
Spinto dalla carestia, Elimelech con N. e i due figli si rifugia in Moab, dove muore. I figli sposano due moabite, e muoiono anch'essi. N. decide di rimpatriare ed esorta le nuore Orpha e Ruth a provvedere a se stesse ritornando alle loro famiglie. Ruth non l'abbandona e se ne viene con lei a Betlemme. N. pensa a sistemare la devota nuora e riesce a sposarla a Booz suo ricco parente. Alla nascita di Obed, N. riceve le felicitazioni delle donne betlemite; adotta il bimbo e ne diviene la nutrice (Ruth 1-4). N. è esempio di fiducia e umile sottomissione alla divina Provvidenza, e di materna sollecitudine.

(da G. Chierici Ambrosiano, Scritti di storia, archeologia ed arte pubblicati nel XVI centenario della nascita di S. Ambrogio, Milano 1918, p. 317)