NUMERI

NUMERI. - Traduzione letterale del greco 'Αριθμόν, nel senso di «censimenti», con cui il traduttore dei Settanta intitolò il 4° libro del Pentateuco, a motivo dei caratteristici censimenti, con cui esso comincia (Num. 1, 1-4, 26). Nel complesso è un libro a carattere storico, che fa seguito alle narrazioni dell'Esodo (v.), e, con alcuni raccordi offerti dal Deuteronomio, continua in Giosuè; inoltre contiene alcune leggi simili a quelle del Levitico.

Essenzialmente narrativo è anche il contenuto. La prima parte si svolge al Sinai (20 giorni): censimento militare del popolo (capp. 1-2) e dei Leviti (3-4); leggi varie, fra cui quella del nazireato (5-6); ultimi fatti prima della partenza: doni al santuario, consacrazione dei leviti, celebrazione della seconda Pasqua, segnali di marcia (7-10, 10). Segue il viaggio nel deserto (38 anni), distinto come segue: tragitto dal Sinai al Cades: morìorio del popolo, le quaglie, lebra di Maria, sorella di Mosè (10, 11-12, 16); permanenza a Cades: missione degli esploratori, leggi varie, sedizione di Core, Datan e Abiron, rapporti tra sacerdoti e leviti, le acque di Merbà (13-20, 13); viaggio al Giordano: trattative con gli Edomiti, morte di Aronne, il serpente di bronzo, con- quiste nella Transgiordania (20, 14-21, 35). Infine si ha la permanenza in vista del Giordano (ca. 5 mesi): contatti con le popolazioni locali, l'episodio di Balaam, pratiche idolatriche e oscene a Beelphegor, azioni di guerra, spartizione della Transgiordania; frammisti alla narrazione sono molti tratti legislativi sull'eredità, feste, voti, ecc.; infine disposizioni generali per l'occupazione e la divisione della Palestina (22-36).

È fra i libri del Pentateuco quello che mostra di più l'aspetto di raccolta di documenti vari, accostati, piuttosto che fusi organicamente: tavole di censimento (in principio e al cap. 26), racconti, leggi offrono un insieme di pezzi che individualmente hanno carattere episodico. È veramente con la parola «episodi», piuttosto che «racconti», si può caratterizzare la parte storica: dei 38 anni di Cades sono dati pochi fatti (come le due sedizioni: cap. 14, per scoraggiamento di fronte alle difficoltà di occupare il Canaan; cap. 20, per mancanza d'acqua), in cui sono da riconoscere scarsi indizi di ciò che veramente avvenne e che da vaghi cenni di altre fonti d'informazione si deve forse intendere come un vasto movimento di ribellioni contro Mosè, sfaldamento dell'unità in tanti gruppi autocratici andati dispersi e insieme un effettivo abbandono degli impegni religiosi (Jos. 5, 4-7; Am. 5, 25-26; Act. 7, 42-43; Talmud Geros., Ta'anith 3, 4), un'apostasia.

È notevole che i documenti vengano meno pro- prio riguardo al periodo in cui la dispersione si ab- batte sull'opera mosaica: altre preoccupazioni che la raccolta di memorie tengono occupato il Capo; e il vuoto sarà stato riempito più tardi con pochi tristi ricordi. Tra gli altri quello del peccato di incredulità dello stesso condottiero (a Meriba, cap. 20).

A questo rilievo si deve accostare quello dell'evidente

appartenenza all'età mosaica di non pochi tratti, dimostrata da caratteri interni: P. Heinisch (v. BIBLICA., p. 9) mette tra questi la maggior parte dei «documenti ufficiali» (i censimenti, capp. 1 e 26; le direttive di marcia e accampamento, cap. 2; le disposizioni per i leviti, capp. 3-4; la «benedizione», 6, 22-27, ecc.), delle leggi (come quelle tipiche dei nazirei, della consacrazione dei leviti, ecc.) e dei racconti (specialmente di guerra, come quella con i Madinati, cap. 31), tra i quali un posto affatto speciale occupano i capitoli dedicati all'episodio di Balaen (22-24). In questo episodio sono tramandati testualmente i vaticini del famoso scongiuratore: testi di un'importanza letteraria unica per il contenuto e la remota antichità. Ma anche in altri punti il libro riferisce frammenti poetici antichi, di canti popolari (21), una volta con citazione di una raccolta già esistente, il «Libro delle guerre dei Jahweh» (21, 14), un'altra volta con riferimento ai «poeti» (21, 27), che confermano la cura d'Israele fin dai suoi primordi di avere un suo patrimonio letterario scritto.

Quando e in qual modo sia stato composto il libro attuale è un problema che rientra in quello Pentateuco (v.). Anche il presente libro mostra qua e là aggiunte e ritocchi posteriori, specialmente nelle date e in particolari schiarimenti storici, geografici, archeologici. Una volta si dà esplicitamente una legge come promulgata dal sommo sacerdote Eleazar, successo ad Aronne dopo la sua morte, il quale però la presenta come «legge che Jahweh prescrisse a Mosè» (Num. 31, 21-24).

Il libro dei N., oltre che storicamente e letterariamente singolare, è come complesso narrativo uno dei più suggestivi di tutta la Bibbia: vi è rappresentato nella sua immediatezza l'Oriente, con i suoi deserti, i suoi inviti all'avventura, le sue preoccupazioni (l'acqua), le sue insidie (i serpenti, gli indigeni), le sue risorse inaspettate (le quaglie, la razza). Il dramma israelitico e mosaico poi ha la sua catastrofe in quel misterioso periodo di Cades, che sta al centro del libro e a cui portano sempre nuovo interesse la ripresa, la marcia entusiastica, che le potenze oscure (Balaam) non possono arrestare, l'epilogo glorioso.

Il significato religioso del libro è in generale affidato a questo rilievo della bontà misericordiosa e provvidente del Signore verso i suoi fedeli, pur tanto poco degni della sua predilezione, ma altri insegnamenti si colgono in episodi particolari che segnano l'intervento di Dio (I Cor. 10, 1-11; Heb. 3, 12-19; Io. 3, 14-15) e anzitutto nella profezia messianica della «stella da Giacobbe...» scettro da Israele» (24, 17), che l'indovino alienigena proferì ispirato da Dio.

Bibl.: commenti cattolici: Fr. De Hummelauer, Parigi 1899; B. Ubach, Montserrat 1928; P. Heinisch, Bonn 1936; A. Clamer, Lévitique, Nombres, Deutéronome, Parigi 1940. Commenti protestanti: A. Dillmann, 2ª ed., Lipsia 1886; H. Holzin, Ger, Tubinga 1903; G. B. Gray, 2ª ed., Edimburgo 1912; A. H. Edelkoort, Groninga 1930. Commenti giudici: J. H. Hertz, Oxford 1934; J. H. Greenstone, Filadelfia 1939.