NUMENIO di APAMEA. - Filosofo del sec. II d. C., n. in Apamea (Siria), autore di importanti opere (Sulla divergenza degli Accademici rispetto a Platone; Sulle dottrine segrete in Platone; Sul Bene, ecc.), di cui restano solo frammenti.
N. si ispira a Platone e a Pitagora ed è da NEOPLATONISMO (v.),
Egli fonda la sua ontologia sul concetto platonico che la vera esistenza non appartiene alla materia mutevole, bensì a ciò che è eterno e immutabile. Distingue un Dio supremo, privo di attività (βασιλεύς ἀρχός) e un secondo Dio, inferiore al primo, cioè il δημόσυρης δέος, creatore del mondo; e considera poi come terzo Dio il mondo stesso: onde si può ritrovare in lui un preludio alla trinità neo-platonica. Nella materia eterna e increata sta il principio del male; nell'uomo esistono due ψυχὰ contraccettanti, una razionale e una irrazionale (affinità con il dualismo persiano). Oltre che a Platone e a Pitagora, N. si ispirava in realtà alle dottrine orientali, ed estendeva questo sincretismo anche alla religione ebraica, considerando, p. es., Platone, come un Mosè atticizzante.
BML: edd.: i Frammenti, in K. S. Guthrie (ed. e trad.), Lazzaro 1920; in A. Leemans, N. von A., Bruxelles 1937. Su N. K. S. Guthrie, N. of A., the father of Neo-Platonism, Londra 1917; Überweg, I. p. 520 sq. (bibl.); altre indicazioni in W. Ziegenfuss, Philosophen-Lexikon, II, Berlino 1950, pp. 222-223. Raffaello Del Re