NUMENIO di APAMEA. - Filosofo del sec. II d. C., n. in Apamea (Siria), autore di importanti opere (Sulla divergenza degli Accademici rispetto a Platone; Sulle dottrine segrete in Platone; Sul Bene, ecc.), di cui restano solo frammenti.
N. si ispira a Platone e a Pitagora ed è da NEOPLATONISMO (v.).
Egli fonda la sua ontologia sul concetto platonico che la vera esistenza non appartiene alla materia mutevole, bensì a ciò che è eterno e immutabile. Distingue un Dio supremo, privo di attività (βασιλεός ἀργός) e un secondo Dio, inferiore al primo, cioè il δημιουργός θεός, creatore del mondo; e considera poi come terzo Dio il mondo stesso: onde si può ritrovare in lui un preludio alla trinità neo-platonica. Nella materia eterna e increata sta il principio del male; nell'uomo esistono due ψυχαί contrastanti, una razionale e una irrazionale (affinità con il dualismo persiano). Oltre che a Platone e a Pitagora, N. si ispirava in realtà alle dottrine orientali, ed estendeva questo sincretismo anche alla religione ebraica, considerando, p. es., Platone, come un «Mosè atticizzante».