NIFO, AGOSTINO. - Filosofo, n. a Sessa (Salerno) nel 1469-70 (onde spesso è detto semplicemente Suessanus), m. fra il 1539-46.
Fu alunno di Nicoletto Vernia a Padova intorno al 1490; quindi concorrente del Pomponazzi e nel 1496 suo successore nella cattedra di filosofia naturale. Dopo il ritorno del Pomponazzi, lasciò Padova e, tornato in patria, insegnò a Salerno e a Napoli. A Padova aveva professato nei primi anni l'averroismo moderato di Sigieri. Più tardi si volse al tomismo. Nel 1518 scrisse il De immortalitate animae contro il Pomponazzi dedicandolo a Leone X, da cui ottenne il titolo di conte palatino con il privilegio di fregiarsi del nome e delle armi dei Medici (15 giugno 1520). L'anno prima era stato assunto professore a Pisa. Fu certo in questi anni che, avuto tra le mani un manoscritto del Principe di Machiavelli, osò plagiarne goffamente molte pagine nel De regnandi peritia, stampato nel 1523 e dedicato a Carlo V. Da questo momento scema nel N. l'interesse per la filosofia, sopraffatto dallo spirito cortigiano.
