FIORENTINO, FRANCESCO. - Filosofo, n. a Sambiase (Catanzaro) il 19 maggio 1834, m. Napoli il 22 dic. 1884. Fece i primi studi nel paese nativo, poi nel Seminario di Nastro (1848-51). Si licenziò in legge a Catanzaro, ma non esercitò l'avvocatura. Insegnò filosofia nei licei di Spoleto e Maddaloni, quindi nelle Università di Bologna, Napoli e Pisa e infine di nuovo a Napoli, dove successe a B. Spaventa.
Dapprima giobertiano, la conoscenza dello Spaventa lo convertì all'hegelismo, di cui si non l'influenza nel Saggio storico sulla filosofia greca (1864). Negli ultimi anni il suo pensiero fu attratto dal neo-kantismo con tendenze empiristiche, come si vede nella 2a edizione degli Elementi di filosofia, per molti anni assai diffusa nelle scuole. Il Gentile ha ristampata (1907) la 1a, in cui prevede la tendenza hegeliana.
La fama del F. è raccomandata principalmente ai suoi lavori storici, fra cui più importanti: Pietro Pomponazzi (Firenze 1868); Bernardino Tedesco (2 voll., ivi 1872-73); La filosofia contemporanea in Italia (Napoli 1876); Scritti varii di letteratura, filosofia e critica (ivi 1876); Mambale di storia della filosofia (3 voll., ivi 1879-1881). Pubblicò inoltre, con prefazioni e note, i prime due volume delle opere fatte in G. Bruno (1870-81), e fu (1875-84) redattore del Giornale napoletano di filosofia, lettere e scienze morali e politiche.