NUMERI SACRI. - Per la mentalità primitiva il n. assume un significato sacrale in quanto è legato con l'immagine di oggetti che offrono un'occasione frequente di computo. Presso i gruppi di cultura inferiore i n. individuati con un nome non vanno oltre la dicina.
Non tutti i popoli venerano come sacri gli stessi n., perché la sacralità di questi non dipende da motivi psicologici, che sarebbero uguali per tutti, ma da circostanze speciali che hanno indotto le varie genti a fissare il valore religioso di alcuni n. piuttosto che di altri. Si può tuttavia affermare che soprattutto l'osservazione del cielo e delle grandi divisioni dell'universo hanno determinato presso molti popoli il carattere sacro di taluni n. I principali sono:
Uno. - Base della numerazione, di valore prevalentemente filosofico-mistico, dalla monade di Pitagora all'Unione di Platone e dei neoplatonici.
Tre. - È per eccellenza il n. s. nelle religioni e nel folklore. In Babilonia si ha la triade divina Anu, Bel, Ea, corrispondente alle tre grandi divisioni del mondo: cielo, terra e acqua. Presso gli Ebrei, David deve scegliere fra tre piaghe: carestia di 3 anni, fuga di 3 mesi, feste di 3 giorni. In India, la triumf: Brahma, Viṣṇu, Śiva rappresenta il triplice principio creatore, conservatore e distruttore. In Grecia e in Roma il 3 regola le norme del rituale: triplice libagione, triplice pronunzia di parole sacre, 3 gli animali del sacrifizio suovetaurile, triplice circumambulazione lustratoria, 3 e multipli di 3 (6 e 9) sono le offerte che gli Arvali offrono nel grande rito di maggio, 27 (3 x 3 x 3) sono i fanciulli e le fanciulle che cantano innanzi al tempio di Giunone Regina sull'Aventino nel 207 a. C. (Livio, XXVII, 37) e nei Ludi secolari del 17 a. C. e del 204 d. C. Nel cristianesimo, a parte la S.ma Trinità, e il valore mistico del suo esemplarismo nell'universo, il 3 domina nella liturgia: 3 Agnus Dei, 3 Sanctus, 3 Mea culpa, 3 Domine non sum dignus.
QUATTRO. - Presso i Pellirose dell'America settentrionale il 4 ha valore sacro determinato dai quattro punti cardinali a cui corrispondono colori, dei animali, qualità fisse. Anche presso i Babilonesi il 4 simboleggia le 4 regioni della terra. Presso gli Ebrei 4 sono i fiumi del Paradiso, 4 i giorni di lutto che le fanciulle d'Israele consacrano alla memoria della figlia di Iefte.
SETTE. - È per eccellenza il numero astrologico, sacro ai Babilonesi per i 7 pianeti, i 7 mali spiriti, le 7 divisioni dell'inferno, i 7 piani delle ziggurat (torri templari); le 7 iterazioni per ogni rito di incantesimo o di magia o di lustrazione ecc. Il 7 è insomma il numero che indica la completezza e significa «tutto»; sette volte sette equivale a «sempre». Esso è sacro anche per gli Ebrei che lo hanno adottato specialmente nell'apocalittica: i 7 cieli, i 7 fiumi delle 7 montagne; e nella liturgia: i 7 altari, le 7 fonti sacre, i 7 bracci del candelabro, le 7 unzioni di olio, le 7 coppie degli animali puri che entrano nell'arca, ecc.
Nella mitologia indù si hanno i 7 oceani, i 7 rsi, i 7 Aditya, i 7 cavalli del sole, i 7 pozzi entro cui bisogna guardare per guarire dall'idrofobia ecc. Anche nel cristianesimo il 7 è numero altamente simbolico: i 7 Sacramenti, i 7 doni dello Spirito Santo. La credenza nella sacralità del 7 ha dato origine nell'epoca classica, e ha prolungato in quella cristiana, la credenza nell'anno climaterico, in quell'anno, cioè, della vita che è un multiplo di 7, specialmente il 49 (7 x 7) e il 63 (7 x 9).
DIECI. - È la somma di due n. s., il 3 e il 7; 10 sono le piaghe d'Egitto, 10 le Vergini della parabola; nella liturgia ebraica, 10 sono le tende del tabernacolo, 10 cubiti sono alti i cherubini del Tempio, 10 sono i bacini di bronzo; 10 le corna della bestia apocalittica.
DODICI. - Questo numero forma la base del sistema numerale dei Sumeri passato poi da questi ai Babilonesi; 12 sono i segni dello Zodiaco, 12 i mesi dell'anno, 12 le ore del giorno, 12 le parti del paradiso, 12 le tribù di Israele, 12 i tori di bronzo che sostengono il grande bacino del santuario israelitico, 12 i pani di proposizione, 12 le stelle attorno al capo della donna vestita di sole nella Apocalisse.
QUARANTA. - È il numero adottato per periodi di aspettazione e di penitenza. 40 sono i giorni del Diluvio, 40 gli anni che gli Ebrei passano nel deserto, 40 i giorni passati da Mosè sul Sinai, 40 i giorni annunziati da Giona per la distruzione di Ninive, 40 i giorni dalla Resurrezione all'Ascensione, 40 (invece di 30) sono nella Chiesa orientale i giorni che debbono trascorrere per la terza commemorazione dei morti.
SETTANTA. - È sacro come multiplo (7 x 10) di 7. 70 le nazioni della tavola etnologica del Genesi, 70 gli anziani d'Israele, 70 gli anni o settimane d'anni dell'apocalittica, 70 (o 72) i discepoli di Gesù.