ORCO. - L'uso della parola Orcus in latino è molteplice: può indicare un luogo (gli Inferi), un dio o la personificazione della morte. Come dio, nella letteratura O. equivale sin da Ennio al greco Plutone (lat. Disipater).
In forma indipendente O. non ha nella religione romana né un tempio né un culto dimostrabile: l'unica celebrazione rituale legata al suo nome è menzionata da Servio, secondo cui la festa pubblica detta Orci nuptiae si riferiva alle nozze di Cerere. Poiché nella tradizione classica non è Cerere, bensì Prosperina ad esser rapita da Plutone, c'è chi da questa notizia conclude a una grande antichità italica del rito e del mito connesso; l'antichità del dio O. apparirebbe anche da alcuni nomi gentilizi italici (Orcevius, ecc.) Altri pretendono di dimostrare la priorità di O. = «Inferi» su O. dio. Dubbiè lo sopravvivenze nel folklore (p. es., franc. ogre, ogresse).