OPI, OPALIA, OPICONSIVIA

OPI, OPALIA, OPICONSIVIA. - Opi, antica dea romana, nelle testimonianze letterarie spesso viene identificata con la greca Rhea e quindi figura come sposa di Saturno (Kronos).

Originariamente però, come appare dall'ordinamento del calendario arcaico, Opi era strettamente collegata con un altro dio, Corso: le sue due feste, l'Opalia del 19 dic. e l'Opiconsivia del 25 ag., seguono a un intervallo uguale i due Consualia (15 dic., 21 ag.). Anche il nome della festa Opiconsivia, che corrisponde a un nome divino Ops Consivia, implica lo stesso rapporto. Il santuario di Opi Consivia si trovava nella regia e nessuno vi poteva entrare al di fuori delle Vestali e d'un sacerdote pubblico. Più tardi Opi aveva un tempio anche sul Campidoglio: nell'età di Augusto, davanti a questo tempio si riunirono le matrone per celebrare i ludi secolari; nel tempio si conservavano documenti dello Stato. Il nome della dea significa sia abbondanza (opes, opulentia, ecc.), sia aiuto, protezione (opem ferre, cf. l'epiteto della dea: opifera). A Opi si pregava seduti, toccando la terra.

BIBL.: G. Wissowa, Religion und Kultus der Römer, 2a ed., Monaco 1912, p. 203; G. Rohde, Ops, in Pauly-Wissowa, XVIII (1939), col. 749 sgg.; A. Brelich, Die geheime Schutzgottheit von Rom, Zurigo 1949, p. 41 sgg.