OSCOFORIE

OSCOFORIE. - Festa ateniese della vendemmia, sacra a Dioniso e Atena Skiras, celebrata il 7 o 18 del mese Pyanepsione (ott-nov.); erano con le O. connessi elementi della saga di Teseo, il quale l'avrebbe istituita al suo ritorno da Creta con i giovanetti salvati dal Minotauro (Plutarco, Theseus, 22 sgg.).

Le O. cominciavano con una solenne processione, il cui percorso era « dal tempio di Dioniso (in Atene), fino al santuario di Atena Skiras » al Falero, ed esattamente al cosiddetto Oschophorion (v. ESICHIO). A tale processione (che era aperta da due giovani in vesti muliebri) partecipavano: 22 giovanetti, scelti dai dieci demi, che durante il percorso portavano tralci di vite (e perciò detti δαγορός); un coro di ragazzi, il quale cantava gli inni oscoforici; ed infine le deipnofore (δεικνυφορίαι), donne che portavano le provviste per i ragazzi, forse in ricordo di quelle portate un tempo ai giovani compagni di Teseo. Giunti all'Oschophorion si celebrava un sacrificio e, dopo un breve riposo, aveva luogo la corsa dei 20 giovinetti (due a due); i dieci vincitori in premio bevevano la cosiddetta πεντακλός, bevanda composta dai cinque prodotti principali dell'annata (vino, miele, formaggio, farina ed olio).

BIBL.: J. Girard, Dionysos, in Darenberg-Saglio, Diction. des antiquités grecques et vœuxure, II, I, coll. 234-35; L. Deubner, Attische Feste, Berlino 1932, pp. 142-47; L. Ziehen, Oschophoria, in Pauly-Wissowa, XVIII, II, coll. 1537-43.

Cesare D'Onofrio

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“OSCOFORIE.” Enciclopedia Cattolica, vol. IX (1952), p. 262. Azione Romana digital edition, https://azioneromana.com/it/article/oscoforie.