Enciclopedia Cattolica vol. IX, 1952 Sacra Scrittura Vecchio Testamento

OSEA

Festa: 4 luglio

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Noto anche come: inglese: Hosea

OSEA. - Profeta israelita (Os. 7, 5), il cui libro è al primo posto tra i Profeti minori. La predicazione di O. fu l'ultimo appello della divina misericordia (hōtēa' « Jahweh salva ») alle dieci tribù del nord, prima del castigo, come quella di Amos aveva richiamato la divina giustizia, pochi anni prima.

Il regno felice di Ieroboam II (783-743) volgeva alla fine; già si preannunziava con Theglathphalasar III (745-727) il risveglio dell'Assiria da quel torpere che, insieme al decadimento della XXII dinastia egiziana, aveva permesso alla Siria e poi a Samaria un temporaneo splendore. Intanto ricomincia (743) l'interno disordine, con il succedersi frenetico e turbinoso di re e dinastie: Zaccaria, ultimo della stirpe di Iehu, è ucciso (cf. Os. 1, 4), dopo sei mesi di regno, da Sellum, che rimane sul trono un sol mese. L'usurpatore Manahem (742-737), tributario dell'Assiria, è re per ca. 6 anni; gli altri (Phaceia, Phacee, Oace) si susseguono quasi con il ritmo della catastrofe finale che, iniziata da Salmanasar V (727-722) con l'assedio di Samaria (dal 724), fu completata da Sargon II (722-721). O. si riferisce a queste tormenti dinastiche (722-721). O. si riferisce a queste tormenti dinastiche (722-721). O. si riferisce a queste tormenti dinastiche (722-721). O. si riferisce a queste tormenti dinastiche (722-721).

secondo E. Sellin alle ultime. Sente pertanto una grande pietà per il popolo, trascinato dai capi prima allo scisma e alla violazione dell'alleanza con Jahweh, quindi all'estrema rovina. I sacerdoti, per i loro interessi, sono i tutori di questo fatale disordine (cf. Am. 7, 10-17: A. Neher [v. bibl.], pp. 20-33; Os. 4, 4-10; 5).

Tema centrale di O., come di Am. 3, 1 sg., è l'alleanza, sancita al Sinai, tra Jahweh e Israele. O. la sviluppa nella modalità dell'amore, traendone tutte le conseguenze, diritti e doveri, e mostrandone l'ultima finalità, la salvezza messianica (Os. 3, 5).

L'alleanza è un'intima relazione tra Jahweh e Israele, originata dalla libera elezione del Signore e solennemente accettata dal popolo. O. (1-3) usa l'immagine del matrimonio, derivata forse da Ex. 20, 5 (qomni' « geloso », da qn', che al pi'el esprime il sentimento di gelosia proprio dello sposo), e che verrà ripresa dai profeti seguenti (Ier. 2; Ez. 16, ecc.; Cantico; ma già Am. 3, 2 jidha'ti). Essa è essenzialmente espressa nel Decalogo: monoteismo e precetti morali (Os. 4, 1 sg. 12-19; 6, 6 sgg., ecc.; cf. Am. 3, 1 sg.; 5, 21-26; 8, 2; Mi. 6, 6 sgg.; Is. 1; 5, 1-7; Ier. 7; 11, ecc.). Da parte di Dio, ogni beneficio e l'affetto più grande; da parte d'Israele, l'infedeltà che ebbe inizio con i primi contatti con i Cananei (Os. 9, 10; 10, 1; 11, 1 sg.; 13, 5 sg.; cf. Ier. 2, 1-3; Ez. 20, 28), ed ora a Samaria è al culmine (Os. 2, 4-15; 4, 12 e passim). Il castigo pertanto è imminente; la salvezza è solo nel ritorno all'alleanza giurata; e O. ripete l'invito amoroso di Jahweh (11. 14).

Conseguenze del tema centrale: il Regno di Israele non può essere che teocratico. Un re che operi contro l'alleanza (come le varie dinastie del nord) non è legittimo. Perciò l'opposizione e la condanna espressa da O. (7, 3-7; 8, 4; 10, 15; 13, 10 sg.) non è contro la monarchia per un regime di libertà, ma contro l'empia politica dei re di Samaria. L'entrare nel gioco delle potenze politiche, fidando nelle proprie armi e nei regni più forti, significa non aver più fede nell'alleanza, nella fedeltà e onnipotenza di Dio; è avviarsi al sincretismo e all'idolatria (Os. 5, 13; 7, 11; 8, 9; 10, 4 sgg.; 12, 2; 14, 4).

La scuola sociologica (A. Causse, Du groupe ethn. à la commun. relig., Parigi 1937, pp. 83-90), oltre al movimento anti-monarchico, attribuisce ai profeti, e specialmente ad O., la nostalgia del deserto, l'invito alla vita nomade, con la condanna della cultura. Ma O. chiama dono di Dio i frutti dei campi, la ricchezza (2, 10 sg.), che figurano tra le note della futura restaurazione (2, 17 a. 23 sg.). Condanna la religione popolare che attribuisce ai Baal i beni del suolo (2, 7. 10) e li venera (2, 10b. 15). Il periodo del deserto è celebrato per la fedeltà d'Israele al Patto.

Il libro di O. conserva le idee principali della predicazione del profeta. Esse si ritrovano complete nei primi tre capitoli. O., per comando divino, prende in moglie una meretrice (D. Buzy [v. bibl.]): Israele, sposa di Jahweh, è ormai un'adultera; l'idolatria domina nel Regno del nord. Se l'alleanza non può esser mantenuta nell'amore, lo sarà nella giustizia. Lo esprimono i nomi che O. impone ai suoi figli: Iezrahel (assonanza con Israel), la piana insanguinata da Iehu (II Reg. 9, 14-37), presagio di terribili castighi; Lā' ruḥāmāh « non più pietà », Jahweh è risoluto a non più usar misericordia; Lā' ammī « non più popol mio », che il Regno del nord ha infranta l'alleanza. Eppure Jahweh ama tuttora Israele (Os. 3); condanna e castighi sono medicinali, perché Israele purificandosi possa convertirsi e partecipare alla salvezza che verrà dalla dinastia di David (ibid. 1-3).

Per il resto del libro non è il caso di parlare di sviluppo sistematico; O. procede per sentenze senz'apparente legame. Generalmente si distinguono tre parti: 4-7; 8-11,

11; 11, 12-14, 10, di cui ciascuna risuona dei motivi sopraccennati.

La critica wellhauseniana, troppo teorica e ristretta (K. Marti, F. Nowack, G. Hölscher, P. Volz), che considerava interpolazione ogni promessa di salvezza, ogni riferimento a Giuda, è superata. Con postulati insostenibili (A. Neher [v. bibl.], pp. 36-42), ignorava affatto l'alleanza del Sinai e rimetteva la morale ai profeti posteriori. I primi tre capitoli possono servire di pietra di paragone. Ora in Os. 3, 5 è detto esplicitamente che l'alleanza avrà la sua realizzazione dalla dinastia davidica. Parlando delle sorti dell'alleanza O. non può ignorare Giuda. Lo stesso cap. 3 stabilisce la connessione stretta tra minacce e promesse di perdono e di salvezza (cf. già cap. 2).

Il testo è tra i più difettosi della Bibbia; ha alterazioni antiche, dato che si ritrovano nei Settanta; perciò poco aiutano le versioni e molto vien chiesto alla semplice congettura. La forma poetica è ancor più difficile a stabilire. Ricco è il vocabolario e classica la lingua e vi si esprimono i sentimenti di un'anima fortemente penetrata d'amore per il suo Dio e il suo popolo; gli slanci di una natura profondamente sensibile e religiosa. Un tale insieme di qualità fa di O. un lirico potente non inferiore a Isaia.

Bibliografia16 opere
BIBL.: commenti: \M. Scott, Londra 1923; B. Kutal, Olmütz 1929; \L. E. Binns, Londra 1932; \S. L. Brown, ivi 1932; J. Krocker, Giessen 1932; \J. Ridderbors, 2ᵃ ed., Kampen 1937; v. inoltre PROFET MINORI. Studi: P. Cruveilhier, De l'interprétation historique des événements de la vie familiale du prophète Océe (1-3), in Revue biblique, 23 (1916), pp. 342-62; D. Bury, Les symboles de l'Ancien Testament, Parigi 1923, pp. 33-93; N. Peters, Osse und die Geschichte, Paderborn 1924; H. Schmidt, Die Ehe des Hosea, in Zeitschrift f. d. alttest. Wissenschaft, 42 (1924), pp. 245-72; C. Kuhl, Neue Dokumente zum Verständnis von Hosea 2, 4-15, ibid., 52 (1924), pp. 102-109; L. Dürr, Altorientalisches Recht bei den Propheten Amos und Hosea, in Biblische Zeitschrift, 23 (1925), pp. 1-20-27; \H. S. Nyberg, Studien zum Hosenbuche, zugleich ein Beitrag zur Klärung des Problems des alttest. Textkritik, Uppsala 1935; H. G. May, An interpretation of the names of Hosea's children, in Journal of biblical literature, 55 (1936), pp. 285-91; F. König, Die Auferstehungshaftung bei Os. 6, 2-3, in Zeitschrift für katholische Theologie, 70 (1948), pp. 94-100; A. Neher, Amos. Contribution à l'étude du prophétisme*, Parigi 1950, pp. 82-85, 126 sg., 234.

Francesco Spadafora

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Testo originale: Enciclopedia Cattolica, vol. IX (1952), coll. 399–401.

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Spadafora, Francesco. “Osea.” In Enciclopedia Cattolica, vol. IX, coll. 399–401. Città del Vaticano: Ente per l’Enciclopedia Cattolica e per il Libro Cattolico, 1952. https://azioneromana.com/it/article/osea.

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Spadafora, Francesco. “Osea.” Enciclopedia Cattolica, vol. IX, Ente per l’Enciclopedia Cattolica e per il Libro Cattolico, 1952, coll. 399–401. Azione Romana, https://azioneromana.com/it/article/osea.

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