PAGNINI, SANTI (SANTE). - Insieme orientata ed eseguita, che fu primo traduttore della Bibbia dai testi originali, dopo s. Girolamo, n. a Lucca il 18 ott. 1470, m. a Lione il 24 ag. 1536. Nel 1487 vestì l'abito domenicano nel convento di S. Domenico di Fiesole, dedicandosi presto con ardore agli studi di lingue orientali, promossi dal Savonarola.
Impardonitosi dell'ebraico, lavorò con tenacia ad una nuova traduzione della Bibbia, che fu pubblicata, ma senza i commentari, a Lione nel 1528. Sebbene troppo letterale, fu bene accolta e venne ripetutamente stampata, anche nelle più celebri Bibbie poliglotte, accanto al testo ebraico. Nel 1520, protetto da Leone X, P. iniziò a Roma, dove insegnava, l'edizione di un Psalterium tetraglotum, con commenti dei Padri e dei rabbini, che fu interrotto per mancanza di mezzi al salmo 28 (29): ne restano 2 soli esemplari. Seguì l'Enchiridion Chaldaicum (Roma 1523), esposizione di vocaboli talmudici. Recatosi a Lione, P. continuò la sua attività scientifica pubblicando in quella città, nel 1525, una grammatica greca (Isagogae ad linguam Graecam capessendam); nel 1526 una grammatica ebraica (Hebraicae institutiones), che ebbe maggior successo; nel 1529 il poderoso dizionario ebraico (Thesaurus linguae sanctae), universalmente stimato (è nota l'ammirazione di W. Gesenius: Journal des savants, 1844, p. 609); e nel 1536, alla vigilia della sua morte, una specie di ermeneutica biblica (Isagogae ad S. Literas et ad mysticos S. Script. sensus). Altre opere, tra cui un commento a tutta la Bibbia, rimasero inedite. Il conteggio riservato di P. verso la Volgata fu sfruttato spesso dai protestanti, i quali, ristampando le opere del P., vi inserirono i loro errori, provocandone la condanna da parte della Chiesa.