OTTO, RUDOLF

OTTO, RUDOLF. - Teologo protestante e filosofo della religione, n. a Peine (Hannover) il 25 sett. 1869, m. a Marburgo il 7 marzo 1937. Libero docente (1897), poi professore straordinario di teologia sistematica a Gottinga (1904), ordinario a Breslavia dal 1915, indi a Marburgo dal 1917, ed emerito dal 1929.

Un lungo soggiorno in Oriente (India, Cina e Giappone) a contatto con i maestri del pensiero orientale gli ha permesso di tracciare, alla fine della sua indagine sul misticismo, un grande dittico dei due tipi di mistica, l'occidentale e l'orientale, studiate rispettivamente nell'opera di maestro Eckart (m. nel 1237) e di Sankara (ca. 88 d. C.), prima esposti in conferenze tenute all'Oberlin College (Ohio) e poi raccolti in volume (Westöstliche Mystik, Gotha 1926; trad. franc., Parigi 1951).

Il nocciolo del suo pensiero sull'essenza del sentimento religioso è esposto nel volume Das Heilige (1a ed., Breslavia 1917, seguita subito da moltissime altre e da traduzioni in inglese, svedese, spagnolo, francese, giapponese e italiano [Il sacro di E. Buonaiuti]). Il libro analizza l'essenza del sentimento religioso, che non è soltanto un sentimento di dipendenza verso l'Essere supremo, come voleva Schleiermacher, ma, secondo l'O., l'effetto dell'intuizione immediata di un qualchecosa che oggettivamente esiste al di fuori di noi e che egli definisce irrazionale, non perché sia contrario alla ragione, ma perché è inafferrabile dalla ragione, come dato primario della coscienza. L'oggetto di questo sentimento è da lui definito «numinoso» da numen, vocabolato che nella lingua sacra dei Romani esprime la volontà, cioè la forza della divinità che per i primitivi domina tutta la vita individuale e sociale e dà efficacia alla loro azione. Il numinoso suscita nell'uomo innanzi tutto un sentimento di terrore (tre mendum), in cui è il tremore della sua alta potenza (maie-stas) la quale esige dalla creatura il rispetto e l'obbedienza; rispetto che da un lato può giungere fino all'annichilimento di sé e dall'altro suscitare nell'individuo uno slancio di energia come al contatto di cosa viva (energicum). Tutto questo esercita sull'individuo un fascino speciale (fasci-nosum), fonte di gioia e di beatitudine per chi lo sperimenta. Davanti al numinoso che può giungere a tale altezza da apparire augusto (augustum), la creatura sente la sua assoluta inferiorità che le suggerisce il desiderio di espiare e di soffrire per mettersi in grado di colmare l'abisso che la separa dal divino e di mettersi con esso a contatto. Questi movimenti o aspetti del numinoso (tremendo, maestoso, energico, fascinoso, augusto) si manifestano non nello stesso tempo, ma gradatamente, a seconda dell'evoluzione dello spirito; e, a parte l'originalità dei vocaboli e la concatenazione dei concetti, sono stati già studiati da valenti psicologi della religione. L'O. ha il merito di aver posto bene in luce che il numinoso sgorga dalle radici più profonde del nostro essere spirituale prescindendo dalle formazioni storiche e rituali delle varie religioni; e che «l'idea di Dio non è una proiezione del nostro io ma qualche cosa di totalmente altro». Egli è d'accordo nell'ammettere che questo sentimento è fin da principio associato con idee razionali e ammette che lo sviluppo della religione consiste nell'associazione del numinoso con il razionale, onde evitare rispettivamente i due scogli del fanatismo e del razionalismo. Ma gli si può osservare che il numinoso non solo profonda autonomie radici nel nostro io, ma è anch'esso in fondo un modo di conoscenza, mancando il quale mancherebbe in noi una valutazione obiettiva della religione stessa; tanto è vero che per l'O. è l'elemento razionale quello che determina la superiorità di una religione.

Altre opere: Dipika des Nivasa. Eine indische Heils-lehre, Tubinga 1916; Vischnu Narayana. Texte zur indischen Göttermystik, 2a ed., Jena 1923; Siddhanta des Ramanuja. Ein Text zur indischen Gottesmystik, 3a ed., Tubinga 1923; Aufsätze das Numinose betreffend, Gotha 1923; Die Gnadenreligion Indiens und das Christentum, 1930; Gottheit und Gottheiten der Arier, Giessen 1932.

BIBL.: P. Martinetti, Il fondamento della religione secondo R. Otto, in Riv. di filosof., 13 (1921), pp. 1-19. Nicola Turchi