PALINGENESIA. - La parola, dal greco πλαγγ-γενεσάς, «rinascita», «rinnovamento», come termine tecnico appartiene alla filosofia stoica (von Arnim, Stoicorum veterum fragmenta, 11, Lipsia 1924, p. 110), benché l'idea del rinnovamento ciclico (κύκλος γενεσάς) si trovi già nella speculazione pre-platonica (v. ORFISMO).
Il concetto stoico del rinnovamento ciclico del mondo si fonda sulla filosofia di Erachio, per cui il fuoco come seme dell'universo era la ragione di morte e vita di ogni essere. P. come termine biologico (Olimpiadoro, in Plat. Phaedon., ed. Norvin, Lipsia 1913, p. 135, 28; Simplicio, Phys., ed. Diels, I, Berlino 1882, p. 379, 22) applicato al cosmo significa il rinascere dell'inizio dalla fine, in analogia di un processo organico. L'apocatastasi dell'universo è dunque inerente all'idea della p. Cicerone, De natura deorum, III, 118, ha tradotto la parola p. con renovatio mundi. In questo senso p. è in Mt. 19, 28 un termine per indicare il mondo futuro. I filosofi stoici posteriori, che mantenevano l'idea dell'eternità del mondo (concetto platonico-peripatetico), attenuavano l'idea della dissoluzione periodica di esso e parlavano solo di catastrofi periodiche (per mezzo del fuoco e dell'acqua) che colpiscono la terra (Seneca, Nat. qu., III, 28), il che permetteva agli autori giudei e cristiani di dare il nome di p. anche al diluvio dei tempi di Noè (v. , p. es., Filone, Vita Mos., II, 65). Nella interpretazione allegorica dei miti, gli dèi che patiscono (Dioniso, Osiride), identificati con il grande Dio del cosmo, diventano nella loro passione simboli del rinnovamento ciclico del mondo. Nel I. XIII del Corpus Hermeticum (ed. Nock-Festugière, II, Parigi 1945, p. 200 sq.) il discorso segreto sulla p. insegna la partecipazione del singolo alla p. del mondo. Qualche contatto con questo insegnamento ha anche la cosiddetta «Liturgia di Mithra» (presso K. Preisen-danz, Papyri Graecae magicae, I, Lipsia 1928, p. 88 sq.). È comprensibile che p. diventi anche un termine per la metempsicosi delle anime. Varrone, presso Agostino, De civitate Dei, XXII, 8, ha usato la parola p. per l'anima che in un ciclo di 440 anni si unisce di nuovo con il suo corpo originale. Per i cristiani la p. è legata al sopravvenire dello Spirito Santo nel Battesimo (v. Ep. ad Tit., 3, 5), che ci trasporta ad un nuovo cene. Il termine p. per significare il rinnovamento di un organismo fu applicato non soltanto alla medicina, ma anche alla vita sociale, politica e culturale (v. Flavio Giuseppe, Antiq., XI, 66a ed., Niese, «p. della patria»), così la renovatio, la rinascita sono diventati termini per un rinnovamento culturale e politico».