SEMITICHE, LINGUE

SEMITICHE, LINGUE. - Gruppo di lingue caratterizzate da un forte numero di elementi fonetici, morfologici, sintattici e lessicali comuni, che, conservandosi attraverso il tempo e gli spostamenti areali, si conformano all'idea di una discendenza genetica unitaria. L'insieme di tali elementi costituisce il cosiddetto protosemitico, ricostruzione necessaria-mente astratta, dubbia ed incompleta.

I. CLASSIFICAZIONE

Le 1. s. si classificano nei seguenti grandi gruppi:

a) Accadico: è la lingua dei Semiti di Mesopotamia, che si divide dopo un periodo antico nei dialetti babilonesi ed assiro, ciascuno constante di una fase antica, media e recente. Malgrado l'arcaicità storica, l'accadico, trovandosi sotto l'influsso del sostrato non semitico della regione, presenta in molta parte aspetti evoluti rispetto alle altre 1. s.

b) Cananacio: è il gruppo più discusso, essendo difficile dare caratteri che si appropriano a tutte le lingue di esso e che manchino nelle altre. Mantenendo provvisoriamente la divisione tradizionale, si comprendono nel gruppo il cananacio antico (glosse di el-'Amrnah, probabilmente iscrizioni protosinaitiche, forse iscrizioni pseudogeroglifiche di Biblos), l'ebraico, il fenicio-punico ed il moabitico. Caratteri solo in parte comuni al gruppo ha l'unitario.

c) Aramacio: include un ampio numero di lingue e dialetti. Alla fase più antica appartengono le iscrizioni ed i papiri pre-cristiani e l'aramacio biblico. Successivamente si ha una divisione in due rami. Al primo, detto occidentale o recente (perché sviluppa le caratteristiche dell'aramacio antico senza molto differenziare), appar-

tengono il nabateo, il palmireno, l'aramaico giudaico, il samaritano e l'aramaico cristiano; al secondo, detto orientale, appartengono il siriaco (la lingua di cui si ha la più ampia letteratura), il talmudico babilonese ed il mandaiico. Resti di aramaico parlato si hanno oggi in Siria, Armenia e Mesopotamia.

d) Arabo: si divide in meridionale e settentrionale. Il primo comprende i dialetti delle antiche iscrizioni dello Jemen, il secondo quelli delle iscrizioni nord-arabiche preislamiche e soprattutto l'arabo classico, la lingua del Corano e della letteratura islamica. Questa lingua si è ramificata oggi in vari dialetti moderni, mentre altri se ne hanno al sud. L'arabo classico, provenendo dall'area geograficamente meno esposta (il deserto), è la l. s. che presenta i caratteri più conservativi ed è pertanto fondamentale principale nella ricostruzione del protosemitico.

e) Etiopico: comprende l'etiopico classico (ge'ez) ed i dialetti moderni che ne derivano (tigré, tigrai, amario, ecc.). Anch'esso, come l'accadico, si è trovato in area periferica e su sostrato non semitico, con conseguenti differenziazioni.

I gruppi delle l. s. sogliono raccogliersi in un'ulteriore classificazione a fondamento geografico: si distingue da un lato il semitico orientale (accadico), dall'altro il semitico occidentale, diviso a sua volta in settentrionale (cananico, aramaico) e meridionale (arabo, etiopico).

II. DESCRIZIONE

1. Fonetica

Le l. s. presentano un consonantismo molto ricco; vi sono caratteristici in specie suoni larignati, gutturali, spiranti ed enfatici. Il patrimonio consonantico semitico è il seguente:

| O c c l u s i v e | S p i r a n t i |

Dai predetti temi si possono formare riflessivi con il prefisso ta- (p. es., taqàtala, rif. di qàtala), e con il prefisso n-. Dai 4 temi principali si possono formare inoltre dei passivi mediante mutamento della serie vocalica: l'arli conserva integralmente, con la serie u-i-a in luogo di a-a-a (p. es., qutila, passivo di qatala).

I temi si coniugano secondo tempi e modi. Eccetto l'accad., si hanno due tempi fondamentali: l'imperativo, coniugazione a prefissi e suffissi sul tema dell'imperativo ed il perfetto, coniugazione a soli suffissi. Il primo esprime l'azione non compiuta, il secondo l'azione compiuta.

Ecco lo schema più probabile dell'imperf. protesmo nel tema fondamentale transittivo:

| | | |
| 3a | m. | ya-qtul |
| 1a | 'a-qtul | na-qtul |

Ed ecco lo schema probabile del perf. allo stesso tema:

| | | |
| 3a | m. | qatal-a |
| 1a | 'a-qtul | qatal-kù |

Le leggi fonetiche ed analogiche intervengono a modificare queste forme nelle varie lingue, oltre alle peculiarità sopravvenienti in ognuna nel corso del suo sviluppo. L'accad. si diversifica inoltre dallo schema temporale delle altre l. s., distinguendo 3 coniugazioni: due a prefissi e suffissi, di cui la prima (preterito, corrispondente per forma all'imperfetto) esprime l'azione compiuta, e la seconda (presente) l'azione incompiuta e durativa; una a suffissi (permansivo, simile ma non uguale al perfetto), indicante lo stato.

Notevole è la serie dei modi: oltre ad infinito, participio (al tema fondamentale qàtìl), imperativo (qatal, qitil, qutul), indicativo e congiuntivo, si hanno anche un appoggio senza vocale finale ed un eneig'cù a desinenza -an (-anna): tali modi sono, meglio che in ogni altra l. s., conservati nell'ar.

Numerosi verbi presentano differenze dagli schemi usuali a causa soprattutto della presenza di una laringe o di una semivocale tra le radicali.

3. Sintassi. La costruzione semitica della frase presenta generalmente il verbo all'inizio della narrazione (frase verbale), mentre la precedenza del nome indica piuttosto la descrizione e lo stato (frase nominale). Nel periodo la coordinazione prevale sulla subordinazione. Le congiunzioni sono di conseguenza spesso evitate, dando luogo, p. es., a frasi relative del tipo «Un uomo, noi lo abbiamo visto» (= «Un uomo che abbiamo visto»), o alle tipiche frasi circostanziali (p. es., «Uscìi, un libro nella mia mano» = «Uscìi con un libro in mano»). È specie nella sintassi che l'accad. e l'et., per la loro posizione periferica, si distaccano notevolmente dai caratteri comuni delle altre l. s.

III. RAPPORTI CON ALTRE FAMIGLIE LINGUISTICHE. Il complesso problema può essere qui soltanto accennato. Indubbì sono i rapporti tra le l. s. da un lato e le cariche dall'altro, sempreché non s'intenda il cammino come un gruppo unitario da contrapporre al semitico, bensì come l'insieme di alcuni gruppi in rapporto approssimativamente analogo rispetto al semitico e tra loro. Pertanto il semitico, l'egiziano, il berbero ed il cuscito sono considerati in rapporto di probabile discendenza genetica da un semitico-camitico originario.

Qualche rapporto si è riscontrato da tempo tra le lingue semitico-camitiche da un lato e le indoeuropee dall'altro. Tuttavia gli studi intesi a dimostrare un'unità originaria (Möller, Cuny) sono stati accolti con scetticismo. Si può per ora parlare di alcune isoglosse, più lessicali che morfologiche, le quali indicano una relazione piuttosto di affinità che di parentela.

BIBL.: C. Brockelmann, Grundriss der vergleiche. Grammatik der semit. Sprachen, 2 voll., Berlino 1908-11 (fondamentale; del vol. I vi è un'edizione ridotta e riveduta in francese da W. Marçais e M. Cohen, Précis de linguistique sémitique, Parigi 1910); H. Fleisch, Introd. à l'étude des langues sémitiques, 1914; H. Kramers, (con bibl. delle precedenti opere analoghe); J. H. Kramers, De semitische talen, Leida 1949. Sui rapporti con altre famiglie linguistiche: M. Cohen, Essai comparatif sur le vocabul. et la phonétique du chamito-semitique, Parigi 1947; L. Heilmann, Camito-semitico e indoeuropeo, Bologna 1949. Sabatino Moscati.