ATANASIO di NAPOLI, santo. - Vescovo di Napoli dal 22 dic. dell'849 al 15 luglio dell'872; figlio del celebre duca napoletano Sergio e di Drosa, sua moglie, nacque, secondo la Vita anonima (ed. G. Waitz, p. 442), nell'832. Successe, appena diciottenne, al vescovo Giovanni, m. nell'849. Conduisse vita privata austera; curò l'educazione letteraria del suo clero; fu largamente benefico verso i poveri e le chiese della sua città, che restaurò con munificenza, tra le quali S. Gennaro e la Stefania. Prese parte al Sinodo romano dell'861. Ebbe assai a soffrire da parte di suo nipote, il duca Sergio, che tentò perfino di fargli rinunziare l'episcopato; ritiratosi nell'isola di Nisida, fu liberato per intervento di Ludovico II. A. visse poi esule a Sorrento (867-72), dove Stefano, suo fratello, era vescovo; s'interpose però presso Adriano II perché venisse tolta la scomunica lanciata contro Napoli, il cui popolo aveva parteggiato per Sergio; ma nel viaggio di ritorno da Roma, si ammalò a Veroli
e morì nell'oratorio di S. Quirico nei pressi di Montecassino, il 15 luglio 872. Sepolto dapprima in quella abbazia, fu trasportato a Napoli e deposto in S. Gennaro extra moenia, il 1º ag. 877, dal successore Atanasio II, suo nipote. Nel sec. XIII fu poi trasportato nella Cattedrale, traslazione ricordata al 5 apr. Festa il 15 luglio.