ATANASIO I, GAMMĀL. - N. a Samosata, m. nel 630-31. Fu monaco a Qinnešrin. Quando nel 594-95 fu eletto patriarca, faceva il cammelliere per umiltà a servizio del suo monastero. Di qui il soprannome di Gammal (cammelliere). Effettuò nel 609-10 la conciliazione fra i monofisiti della Siria e quelli dell'Egitto, le cui relazioni erano state interrotte sotto i patriarchi Pietro d'Antiochia (578-91) e Damiano d'Alessandria. A Mabbog (Gerapoli) presentò, a capo di 12 vescovi, la sua professione di fede ad Eraclio, il quale però insistette perché accettassero il Concilio di Calcedonia e ordinò una persecuzione, in cui i Maroniti spiegarono molto zelo contro i giacobiti (Bar Ebreo, col. 274). Di A. si hanno alcuni scritti sulla conciliazione di cui sopra (Chron. de Michel le Syrien, ed. Chabot, II, Parigi 1901, pp. 394-99 e 381-94), una lettera ai monaci di Mar Mattai presso Mossul (ibid., pp. 414-17), e la vita di Severo d'Antiochia conservata in una versione etiopica e in frammenti coptici da essa derivati (PO 4, 569 sg.).
ATANASIO I, GAMMĀL
BIBL.: Bar Ebreo, Chron. Eccl., ed. Abbeloos e Lamy, I, Lovanio 1872, pp. 261-75; Renaudotius, Hist. Patriarcharum Alexandrinorum Iacobit., Parigi 1713, pp. 145, 152-53; G. S. Assemani. Bibl. orient., II, Parigi 1721, pp. 333-34. Pietro Sfair
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“ATANASIO I, GAMMĀL.” Enciclopedia Cattolica, vol. II (1949), p. 180. Azione Romana digital edition, https://azioneromana.com/it/article/atanasio-i-gammal.