AUDIO. - Erectio, n. in Mesopotamia, secondo Teodoro - siro d'origine e lingua », A. nel sec. IV era arcidiacono della Chiesa d'Edessa. Ai tempi di Costantino si mise in contrasto con la Chiesa non volendo accettare il computo pasquale, prescritto dal Concilio di Nicea. A. conservava l'antico uso del suo paese di festeggiare la Pasqua insieme con i giudei basandosi su di un ordine (« diátaxis ») apostolico, cioè una vecchia - ormai perduta - recensione della didascalia siriaca (v. Ed. Schwartz, Christliche und jüdische Ostertafeln, in Abhandlungen der kgl. Gesellschaft der Wissenschaften zu Göttingen. Philologisch-Historische Klasse, nuova serie, 8 [1905], p. 110). Il suo esagerato zelo ascetico l'allontanò sempre più dalla vera Chiesa, alla quale rimproverò l'usura e la lussuria dei sacerdoti (Epifanio, Panarion, 70, 1; Teodoro bar Kônaj, Libro di Scoli, XI, p. 195). Secondo Teodoro (Hist. eccl., IV, 10, 4) queste accuse erano però solo un pretesto. Confinato in Scizia fece, fino ai tempi di Atanarico, il missionario fra i Goti, fondando « monasteria » per anacoreti.
La diffusione della setta, nella seconda metà del sec. IV, è indicata da Epifanio, secondo il quale il numero degli aderenti, al suo tempo, era esiguo. È però falso dire che gli audiani fossero quasi scomparsi verso il 375 (così G. Krüger, in A. Hauck, Realeine. für prot. Theol. u. Kirche, 3a ed., II, p. 217, 30); la Vita di Rabbìla dimostra invece la continuità della setta nel sec. V. EPIFANIA, A. sarebbe stato ortodosso, benché sciamato. Il fanatismo audiano non permetteva la preghiera comune con i membri della Chiesa. A parte ciò, l'unica dottrina da rimproverare ad A. sarebbe il suo antropomorfismo, cioè la tesi che l'immagine di Dio nell'uomo sarebbe il corpo umano (Gen. 1, 26) e perciò anche Dio avrebbe un corpo (Epifanio, 70, 2, 3; 70, 6, 1; cf. Teodoro bar Kônaj, op. cit., p. 195). Questo giudizio indulgente di Epifanio si spiega con la sua lotta contro Origene. Secondo S. Girolamo (Contra Iohann. Hieros., 11: PL 23, 364), Epifanio, accusato di eresia antropomorfica, avrebbe condannato la loro dottrina. La valutazione di Epifanio ha influenzato autori posteriori. Anche presso Filosseno di Mabbug (Epistola ai monaci) gli audiani sono riguardati come scismatici e non come eretici, ma il giudizio di S. Efrem è più severo; Teodoro, poi, considera A. come un vero eretico. A suo dire, gli audiani professano dottrine segrete (Hist. eccl., loc. cit., pp. 228, 14) ed insegnarono, come i manichei, che Dio non avrebbe creato né il fuoco, né le tenebre. La tradizione posteriore nella Chiesa siriaca attribuisce ad A. ed ai suoi aderenti dottrine gnostiche (cf. i testi raccolti da H. C. Puech, Fragments de l'Apocalypse d'Allegóne, in Mélanges Cumont, Bruxelles 1936; Annuaire de l'Institut de Philologie et d'Histoire orientales et slaves, IV, 11, p. 935). Sorge la questione, se lo gnosticismo sia stato introdotto più tardi nella setta o se abbia fatto sin dal principio parte della dottrina di A. Il Puech è del parere che l'introduzione di libri apocalittici non canonici presso gli audiani, scritti usati anche dai gnostici esthiani, quali l'Apocalisse d'Abramo, l'Apocalisse di Giovanni, il Libro (o Apocalisse) degli Stranieri, il Libro delle domande (forse di Maria? cf. Puech, op. cit., p. 951, n. 5) e gli Atti di Giovanni, avrebbe trasformato lo scisma d'A. in vera eresia (id., op. cit., p. 962). La nostra opinione è invece che la dottrina d'A. non abbia subito alcuna trasformazione. La sua idea centrale antropomorfica ha rapporti non solo con l'esegesi giudaica di Gen. 1, 26 (v. , per questa, Aptovitzer, in Revue des études juives, 75 [1922], p. 1 sgg), ma - e quest'è più importante - anche con la dottrina antropomorfica degli pseudo clementini (v. ARNON. Struker, Die Gottesebenbildlichkeit des Menschen in der christl. Literatur der ersten zwei Jahrhunderten, Münster 1913, p. 60 sgg), cioè con una speculazione giudeocristiana che aveva contatti con la gnosi dei citati libri apocalittici.