AUDI BENIGNE CONDITOR ». - Inno dei Vespri del tempo di Quaresima, nel quale il verso si snoda in un tono di umile preghiera, perché il Signore, tenendo conto dei digiuni e delle penitenze, voglia accordarci il perdono delle colpe. La fiducia nella misericordia divina si unisce bellamente alla umiltà del supplicante. Il Signore ben conosce le nostre debolezze e sa tutta la fragilità della umana miseria, saprà quindi comprendersi e compartirci. Del resto tutte le preci della Quaresima e lo spirito che le anima sono meravigliosamente sintetizzate in quest'anno, conservato in manoscritti del sec. X.
Bibl.: G. G. Belli, Uniti del Breviario romano tradotti, Roma 1856, pp. 142-43; L. Venturi, Gli uniti della Chiesa, 3a ed. Firenze 1880, pp. 196-99; U. Chevalier, Repertorium hymnologicum, Lovanio 1889-97, n. 1449; G. Bossi, Gli uniti del Breviario romano, versione ritmica, Roma 1919, p. 34; A. Mirra, Gli uniti del breviario romano, Napoli 1947, p. 108; C. Albin, La poésie du Breviare, I, Lione 8. d., pp. 142-44. Silverio Mattei