AURELIANO di ARLES. - Resse la sede episcopale di questa città negli anni 546-55. Per i due monasteri fondati dal re franco Childeberto ad Arles, uno per uomini e un altro per donne, A. dettò due regole:
Ad monachos e Ad virgines, che sono un rifacimento ampliato delle regole di s. Cesario.
Notevoli sono alcune prescrizioni: era proibito mandare o ricevere lettere senza il permesso dell'abate (art. 6); nessuno poteva custodire presso il letto cibo o bevanda, ma tutto doveva essere depositato nel cellaio comune (art. 7); erano ammessi come religiosi soltanto uomini liberi (art. 18); era raccomandato il lavoro manuale, che doveva andare unito con la preghiera (art. 24); tutti dovevano imparare a leggere (art. 32); salvo rare eccezioni, solo l'abate poteva essere ordinato sacerdote (art. 6); i monaci erano vegetariani: la carne veniva tollerata solo in caso di malattia (art. 51) ed era proibito prendere cibo o bevanda fuor di mensa (art. 52).
Ci rimane pure una lettera al re Teudeberto, scritta in conformità dell'uso della Cancelleria romana, in prosa ritmica.
A. è venerato come santo, e la sua festa ricorre il 16 giugno.