AURELIANO (LUCIUS DOMITIUS AURELIANUS), IMPERATORE ROMANO

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AURELIANO (Lucius Domitius Aurelianus), IMPERATORE ROMANO. - N. in Pannonia, fu soldato e comandante valoroso; salì al trono nel 270, in un periodo assai triste per l'impero. Per difendere Roma fece costruire la grandiosa cinta di mura che in gran parte ancora esiste. Delle sue imprese di guerra va ricordata soprattutto la vittoria contro Zenobia (272), usurpatrice della Siria, Palestina, Egitto e parte dell'Asia Minore, che aveva la capitale a Palmi. Favorì l'evoluzione dello Stato verso l'assolutismo, restaurò le finanze e fu generoso col popolo. Volle introdurre il culto del Sole come divinità protettrice dell'impero e come religione comune anche a seguaci di culti diversi; sperò di attirare in questa credenza anche i cristiani e, vedendo l'inutilità dei suoi sforzi, si indusse a perseguitarli; ma le notizie sui martiri di questo tempo sono scarse e poco sicure. Molto nota è la sentenza da lui emanata nella causa contro Paolo di Samosata, vescovo di Antiochia, che, deposto da un concilio di vescovi, tenuto nella stessa città nel 269, non voleva abbandonare la casa episcopale; l'imperatore decise che questa appartenesse a colui che era in relazione «epistolare con i vescovi d'Italia e della città dei Romani» (Eusebio, Hist. ecc., VII, 30, 19), mostrando di conoscere l'organizzazione ecclesia statica cristiana. Morì alla fine dell'ag. del 275, ucciso per vendetta privata mentre marciava contro i Persiani.

BIBL.: Flav. Vopisco, Vita Aureliani, in Hist. Aug.; F. Fuchs, s. V. in E. de Ruggiero, Dizionario epigrafico, I, pp. 930-46; L. Homo, Essai sur le règne de l'empereur Aurelien, Parigi 1904; F. Cumont, La théologie solaire du paganisme romain, in Mémoires de l'Acad. des Inscr. IV. 1913. - Su Paolo di Samosata, cf. G. Bardy, Paul de Samosate. Etude historique, Lovanio 1929; P. Cipriotti, Ingerenza di Imperatori pagani nella vita interna della Chiesa? estratto dall'Arch. di dir. ecc., 5 (1943), pp. 4-13. - Per la descrizione delle mura di Roma, cf. G. Lugli, Il monumenti antichi di Roma e suburbio, II, Roma 1934, pp. 139-261.