AURELIANO di ROEMÉ. - Monaco francese vissuto nel sec. IX. Il suo trattato De musicae disciplina scritto verso l'830, del quale si conservano due manoscritti, uno nell'abbazia di S. Amando e l'altro nella Biblioteca Laurenziana di Firenze, riassume, a suo modo, la dottrina di s. Agostino, di Marziano Capella fino a s. Beda, e vuole essere come un riassunto di ciò che deve sapere il musicista per distinguersi dal semplice cantore. Tra le spiegazioni, un po' confuse, dei neumi, stabilisce la famosa regola per la «triforia»: «trium ad instar manus verberantis facias celerem ictum» (cap. xix). Quando parla della trasposizione dei modi, e di alcune formole per i salmi,

figure isolate di uomini che tengono nelle mani il rotolo e la verga, nonché una figura di donna ignuda che tiene un velo aperto con le due mani, fanno intravedere credenze non ortodosse, con le quali avrà qualc
non si è potuto chiaramente precisare se le attribuisce a modalità fissa o no. È interessante, però, come studio per la classifica dei modi attribuita a diverse antifone, ed è un testimonio di come si dovrebbe studiare questa parte della modalità antica, prima della meto-dizzazione del medioevo.