AUTPERTO, AMBROGIO (AMBROSIUS AUTPERTUS, AUTHORTUS, NON BENE AUTHORTUS)

AUTPERTO, AMBROGIO (Ambrosius Autpertus, Authortus, non bene Authortus). - Scrittore ecclesiastico, n. da distinta famiglia sul principio del sec. VIII in Francia (Provenza? Aquitania?).

Ricevette una educazione accurata, approfondendo più le scienze sacre che le profane (cf. pref. al I. VIII sull'Apoc.). Venuto in Italia, visitò Roma e si spinse a Benevento. Qui, nel vicino monastero benedettino di S. Vincenzo al Volturno abbracciò la vita religiosa. Ordinato sacerdote, si diede alla predicazione. Alla morte dell'abate Giovanni I (773-77), fu dai monaci francesi - ivi in numero rilevante - chiamato a succedergli, mentre i monaci longobardi o italiani elessero Potone. Ne nacque una contesa nazionalistica, per cui A. lasciò l'ufficio abbaziale (778). Chiamato a Roma dal papa Adriano I insieme ad altri monaci per chiarire la questione di Potone accusato di infedeltà presso Carlomagno, morì improvvisamente in viaggio, tra il maggio e il giugno del 781 (cf. Codex Carolinus, n. 67, in MGH, Epist., III, p. 595); a torto, invece, comunemente si dà, col Chronicon Vulturnense, come sua data di morte il 19 luglio 778. La salma, trasportata al suo monastero, fu sepolta nella chiesa di S. Pietro.

Per le sue virtù, lo stesso cronista lo dice sanctissimus; il Mabillon (Acta SS. O.S.B., III, parte 2ª, Parigi 1672, pp. 259-67) e i bollandisti (Acta SS. Iulii, IV, Anversa 1725, pp. 646-41) gli dannò il titolo di santo.

OPERE. - In PL 89, A. occupa poche colonne (1265-1332); ma di tutti i suoi scritti riuniti si formerebbero almeno due volumi. Le sue produzioni sono state in prevalenza messe sotto altri nomi più noti, da s. Ambrogio di Milano a s. Ildefonso, senza parlare di quelle che i monaci di Montecassino hanno creduto di dover rivendicare al loro abate Autperto (834-38).

1. Viene in primo luogo il suo grande commento all'Apoc. in 10 libri (in Maxima Bibliotheca vet. Patrum, XIII, Leone 1677, pp. 403-657; non, come alcuni scrivono, in PL, ove manca), ch'egli chiamò, per la facile sua intelligenza, Speculum parvulorum; si procurò l'approvazione di papa Stefano III (IV), di cui si valse contro detrattori invidiosi. Per tale commento, « tanto labore confectum », A. si ispira ai precedenti scrittori latini, specie a Primasio, accettando anch'egli la teoria agostiniana della « recapitolazione » (cf. Praef., capov. Cum itaque). In tutta l'opera traspira la pietà dell'autore (cf. pref. al I. VIII).

2. Conflictus vitiorum atque virtutum, trattatello ascetico dedicato a Lanfrid, primo abate di Benediktbeuern in Baviera (cf. l'Anonimo di Melk, De script. eccl., cap. 51: PL 213, 975). Cessate le persecuzioni cruente, la lotta, per i cristiani consiste ormai in quella delle virtù contro i vizi. Ispirato alla Psychomachia di Prudenzio, il Conflictus si realizza, nel corso dell'opera, nella personificazione di 25 dei vizi principali che cercano di adescare l'anima con

sottili ragionamenti, superati poi da quelli delle virtù. L'epilogo poi, risolvendo la difficoltà di coloro che credono di non potersi santificare rimanendo in patria, è un documento della diversa tendenza spirituale del monachismo benedettino, amante della « stabilite loci », e di quello celtico, che favoriva l'emigrare lontano (venitela, v.). Questo opuscolo ascetico è fra i più celebri del medioevo, che lo attribuiva ad Ambrogio di Milano (PL 17, 1057-74), Isidoro di Siviglia (ibid., 83, 1131-44), nonché Leone M., Gregorio M., e soprattutto Agostino (ibid., 40, 1091-1106); con il nome di quest'ultimo due suoi frammenti sono riportati nel Corpus Iuris Canonici (Causa 22, q. 2, can. 13; C. 27, q. 1, c. 20). Per queste varie attribuzioni, cf. F. Arevalo, Isidoriana, III, cap. 84, nn. 20-41 (PL 81, 615-624).

3. Vita Paldonis, Tatonis et Tasonis Vulturnensium (i fondatori del suo monastero: PL 89, 1319-32; ed. critica di G. Waitz, in MGH, Script. rer. Lang. et Ital., Hannover 1878, pp. 546-55). È opera di carattere liturgico, lodata da Paolo Diacono (Hist. Lang., VI, 40) e inserita nel Chronicon Vulturnense (ed. critica V. Federici [Fonti per la storia d'Italia, 58], I. Roma 1925, pp. 101-23), nonché nel Lezionario Parfense, del sec. XI, ma con varianti ed aggiunte (cf. U. Balzani, Il Chronicon Parfense, [Fonti per la storia d'Italia, 23], I. Roma 1903, pp. XII e 9-16).

4. Omelie: tre (de Cupiditate, in Purificatione S. Mariae, in Transfiguratione Domini: PL 89, 1277-1320); altre, in Natale S. Mariae, sono contenute nel ms. Paris, 3783 (di cui cf. Morin, in Rev. Bénéd., 8 [1891], pp. 275-78); altre, ancora da identificarsi, sono in manoscritti di Montecassino, frammiste a quelle dell'omonimo abate cassinese.

5. Oratio contra septies septena vitio, con la quale si apre il Chronicon Vulturnense (ed. cit., I, pp. 3-15); nel Migne è in appendice alle opere di s. Ambrogio (PL 17, 755-62).

6. I commenti al Levitico, al Cantico dei Cantici e ai Salmi, segnalati dal Chronicon Vulturnense come notevoli per « melliflua suavitate », sembrano perduti.

7. Del suo Epistolario rimane solo una lettera a Stefano III (IV), preposta al commento dell'Apocalisse.

A. è uno dei personaggi più importanti dell'epoca antecedente alla rinascita carolingia. Sembra precedere di vari secoli i suoi contemporanei, e quando si potrà avere una edizione critica di tutte le sue opere, « più d'uno sarà stupito nel constatare che un teologo di questo valore sia rimasto quasi sconosciuto per dodici secoli » (Morin).

La sua Vita, scritta nel sec. XI dal monaco Giovanni, non scevra di elementi leggendari, è inserita nel Chronicon Vulturnense, I, capp. 64-74 (ed. cit., pp. 177-201).

BIBL.: PP. Maurini, Histoire Littéraire de la France, IV, Parigi 1738, pp. 141-61; G. Morin, Les Legons apocryphes du Bréviaire Rom., in Rev. Bénéd., 8 (1891), pp. 275 sc., 278; id., De la besogne pour les jeunes, in Rev. d'histoire eccl., 6 (1905), pp. 336-38; id., Le « Conflictus » d'Ambroise A. et ses points d'attache avec la Bavière, in Rev. Bénéd., 27 (1910), pp. 204-12; id., Études, Textes, Découvertes (Anæcdota Maredotiana, 2e serie), I, Maredsous-Parigi 1913, p. 506 (indice); T. A. Agus, On Pseudo-Jérôme, Epistole IX, in The Journal of Theological Studies, 24 (1923), pp. 176-85; C. Lambot, L'Homélie du Pseudo-Jérôme sur l'Assomption et l'Évangile de la Nativité de Marie d'après une lettre inédite d'Hinema, in Rev. Bénéd., 46 (1934), pp. 283-82; M. D'Argenio, A. A. e la sua dottrina spirituale nella « Vita » dei tre Fondatori e nel « Conflictus », Milano 1947. Igino Cecchetti
Cite this article

“AUTPERTO, AMBROGIO (AMBROSIUS AUTPERTUS, AUTHORTUS, NON BENE AUTHORTUS).” Enciclopedia Cattolica, vol. II (1949), p. 308. Azione Romana digital edition, https://azioneromana.com/it/article/autperto-ambrogio-ambrosius-autpertus-authortus-non-bene-authortus.